La Maratona di Messier 2012

La Maratona di Messier 2012

 

Rino Casella, Andrea Chifenti, Fabio Martinelli, Serena Guidi, Guido Pampaloni

 

Nel 1758, l’astronomo francese Charles Messier scoprì la sua prima cometa e ne seguì il percorso nel cielo. Mentre l’astro stava transitando nelle vicinanze della stella z-Tau, Messier notò una nebulosità che non poteva essere una cometa in quanto manteneva la stessa posizione al passare del tempo. Poiché certi oggetti deboli potevano essere facilmente scambiati per comete, Messier assegnò un numero a ciascuno di quelli che individuava durante le sue ricerche e nel 1771 pubblicò un elenco di 45 oggetti con il nome di Catalogue des nébuleuses et des amas d’étoiles. Nel 1783 il catalogo si arricchì di 23 oggetti che poi divennero 103 nella versione del 1784. Il numero salì poi ai definitivi 110 considerando anche quelli non inclusi nelle pubblicazioni originali, ma di cui era certa l’avvenuta osservazione da parte di Messier. E’ questo catalogo che gli astrofili usano per “correre” la cosiddetta Maratona di Messier.

Sembra che l’idea della Maratona di Messier sia nata negli anni ’60 del secolo scorso in Spagna dove un gruppo di astrofili tentò per la prima volta di rintracciare i 110 oggetti del catalogo suddetto in una singola notte osservando dal tramonto all’alba. Successivamente (alla fine degli anni ’70) l’idea venne rispolverata negli Stati Uniti e negli anni seguenti iniziò a “conquistare” il globo. Da ormai una ventina d’anni questa “moda” è arrivata anche da noi e con essa la possibilità di vedere in una singola notte alcuni fra i migliori oggetti del cielo, utili sia per “rinfrancare gli occhi” di chi va normalmente a caccia di oggetti deboli e meno spettacolari, sia per far avvicinare i meno esperti alle bellezze del firmamento con un campionario del profondo cielo veramente notevole.

La Maratonaè resa possibile da una curiosa circostanza. Nello “spicchio di cielo” che va da 21h 40m a 00h e 40m di ascensione retta non ci sono oggetti di Messier (eccezion fatta per il 52° oggetto, indicato con M52, che però è circumpolare). Nel periodo che va dai primi di marzo ai primi di aprile il Sole attraversa proprio questa zona, rendendo quindi possibile l’osservazione dell’intero catalogo in una sola nottata. All’interno di questo mese viene poi scelto un arco di alcuni giorni attorno alla data della Luna Nuova che garantisce un cielo ideale per rintracciare anche gli oggetti più deboli.

In quanto appassionato dell’osservazione visuale del profondo cielo, tutti gli anni chiamo a raccolta astrofili per la notte di Messier. Essendo però molto limitata nel tempo (due o tre possibilità l’anno), la maratona è molto sensibile alle condizioni atmosferiche (in più marzo è un mese “pazzerello” dal punto di vista meteorologico) per cui negli ultimi 13 anni siamo riusciti a correrla solo due volte ed in maniera incompleta. Nel 2003 (29 marzo) siamo partiti in ritardo e l’anno scorso abbiamo dovuto interrompere sempre a causa delle condizioni metereologiche avverse. Quest’anno le date possibili per la maratona erano sabato 17 e sabato 24 marzo. Le condizioni meteorologiche molto variabili ci hanno costretto ad anticipare a venerdì 16 il primo tentativo che si è interrotto alla mezzanotte a causa delle nuvole e della incredibile umidità. Ciecamente fiduciosi nelle previsioni meteo, abbiamo riprovato la notte fra sabato 24 e domenica 25 marzo, riuscendo ad arrivare all’alba con un cielo velato, ma, grazie alla totale mancanza di umidità, passabile anche per l’osservazione del profondo cielo. Ovviamente, tutte queste improvvisazioni hanno giocato sul numero dei partecipanti.

Quello che vado a presentare è la cronaca di due serate passate presso l’Astronomical Centre di Montecatini Val di Cecina che complessivamente hanno permesso l’osservazione di 105 oggetti di Messier più un’altra cinquantina di oggetti dei catalogi NGC ed IC. Non è una vera e propria maratona di Messier ma dobbiamo accontentarci!

Oltre a quelli disponibili per gli astrofili presso l’Astronomica Centre, avevamo a disposizione i seguenti strumenti: binocolo Vixen 20 x 80; due riflettori dobsoniani (Meade Starfinder 12,5″ f/4,8 e Lightbridge 16” f/4,5) ed un Celestron C8 + oculari di vario tipo fra cui i Televue Nagler da 31, 20 e 11 mm, un oculare zoom 7,7-23,1 mm Swarovski accompagnati da filtri OIII e Hbeta per l’osservazione delle nebulose.

 

Venerdì 16 marzo

 

             

 

 

 

 

 

Alle 18 (tutti i tempi in ora locale) Rino Casella ed io eravamo pronti per iniziare. Mentre il cielo limpido si andava scurendo, ci siamo goduti l’osservazione di Giove e della falcetta di Venere. Non appena è stato possibile, il cielo particolarmente pulito anche vicino all’orizzonte ci ha spinto alla ricerca di M77 nella Balena (questa galassia ha il vantaggio osservativo non trascurabile di essere molto compatta con un nucleo molto luminoso) dato che ormai M74 nei Pesci era irraggiungibile. La galassia si trova vicino alla testa della Balena che è facilmente individuabile facendo riferimento alle tre stelle che indicano la costellazione dell’Ariete. Alle 19,10 si individuano a e b-Cet da cui si passa su d-Cet. A questo punto, con l’occhio all’oculare si esplora il campo e si riesce a vedere un aumento di luminosità del fondo cielo in corrispondenza della zona in cui si trova la galassia.

Subito dopo ci siamo diretti all’osservazione del trio di Andromeda (M31, M32, M110) ed in particolare di M110 che risulta la più evanescente del gruppo e quindi la più difficile da vedere sotto un cielo non proprio scuro. Sono le 19,45 quando la individuiamo e le 20,00 quando viene confermata sotto un cielo molto più scuro anche se più bassa sull’orizzonte. M33 rimane invisibile fino alle 20,19 quando la si percepisce nel 20×80 e si vede al telescopio. Per trovare il globulare M79 nella Lepre bisogna andare a cercarlo con il binocolo, dato che ormai è scomparso dietro gli alberi di una vicina collinetta (e quindi invisibile con il telescopio).

Velocemente riusciamo a prendere gli ammassi aperti M52, M34 e M103 e la piccola Dumbbell, M76, la planetaria del Perseo che si presenta molto ben definita.

Finita la ricerca di oggetti in condizioni tutt’altro che ottimali, si iniziano a osservare con la dovuta calma gli oggetti inquadrati: M45, M42 e M43 non sono nella posizione ideale, ma si dimostrano sempre degli oggetti fantastici. In particolare c’è tempo per osservare la zona delle nebulose di Orione con OIII e Hbeta e godere della vista di questa incredibile plaga celeste. Sono le 20,30 quando inquadriamo M1 ed M78, quest’ultima discretamente visibile con le due stelline al centro della nebbietta.

Dato che ci stiamo alzando rispetto all’orizzonte W, gli ammassi aperti dell’Auriga non creano problemi (una sosta su M36 / M38 permette l’osservazione delle nebulose IC405 e IC410), così come quelli del Cane Maggiore e della Poppa. M47 è visibile a occhio nudo e alle 20,50 catturiamo M46 con la sua bella planetaria prospettica NGC2438. C’è anche il tempo per uno sguardo all’ammasso con il filtro OIII che mette in bella evidenza la planetaria.

Dopo M50 e M48 (20,50-21,10), si centra NGC 2244, ammasso aperto nel Monoceros e, guardando con il 12” attraverso un 31 Nagler + OIII, si ha una vista completa delle nebulosa Rosetta (la parte di NE, la più debole, si percepisce in visione distolta). Si passa quindi a M44 (bello nel 20×80) e ad M67 che appare come una nebbietta appena sgranata nel binocolo e completamente risolto in stelle nel 12”.

Si entra quindi nel regno delle galassie. Le galassie del Leone (M95, M96, M105, M65 e M66) si trovano con facilità per cui abbiamo tutto il tempo di goderci i gruppi di galassie quali il Leo Triplet (M65, M66, NGC 3628) ed il tripletto di galassie M105, NGC 3371, NGC 3389. Ad essere sinceri però, l’osservazione di M96 non è stata per niente facile a causa (ironia della sorte) della vicinanza prospettica della galassia al pianeta Marte (solo 9’) che, con la sua luce, soffocava tutto il cielo attorno. Operando con un oculare a piccolo campo e quindi escludendo l’alone del pianeta, la galassia è saltata fuori.

Una curiosità. Mentre stavamo guardando M95 avevamo davanti agli occhi….una stella in più dato che era apparsa una supernova in M95 proprio quella sera ed appariva come stella di 13-14 magnitudini. Ovviamente non ci siamo accorti di niente, ma la supernova era presente in una ripresa fatta da Fabio la sera stessa (vedi). Purtroppo, qualcuno era arrivato prima di lui…

L’Orsa Maggiore, ormai quasi allo zenit, ci regala attorno alle 22 le sue galassie di Messier, la planetaria M97 e uno dei cosiddetti “errori di Messier” ossia il doppietto di stelle M40 (Winnecke 4 o WNC 4). Centrate M81 e M82, si va in giro con il 12,5″ a ca. 100x catturando NGC 3077 (facile), NGC 2985 (sulla 27-UMa) e NGC 3147.

Nei Cani da Caccia fanno bella mostra di sé M51 (con tanto di spirali di NGC 5194 ed il ponte che la unisce a NGC 5195), M106, M63 e M94. La galassia M101 nell’UMa è discretamente visibile alle 23 ca., ma un’ora più tardi diventa nettamente percepibile nel cercatore e facilmente riconoscibile ne1 20×80.

Puntando M102 (secondo “errore di Messier”?, NGC 5866, facile, allungata) nel Drago (22,50) non potevamo fare a meno di fare una capatina su NGC 5907 che, anche se piuttosto debole, ha rivelato chiaramente la sua forma nettamente allungata.

Dopo il passaggio su M53 (il debole globulare NGC 5053 è visibile a fatica), si inquadrano la galassia Black-Eye (M64, di cui si stacca bene la banda di polveri a ca. 200X) e il globulare M3 nei CVn. Prima di affrontare il labirinto delle galassie della Chioma-Vergine c’è tempo per centrare Melotte 111 ossia l’enorme ammasso aperto visibile a occhio nudo nella Chioma e passare da questo alle galassie delle vicinanze, ossia NGC 4494, NGC 4559 (nettamente allungata) e NGC 4725 (nucleo centrale molto luminoso) e sulla bellissima NGC 4565 che riempie quasi completamente il campo dell’11 Nagler montato sul 12” ed appare come un ago di luce con un bulbo più evidente al centro.

Abbiamo quindi centrato la 6-Com posta ca. a 6° a E di Denebola e con M98 siamo entrati nel campo delle galassie della Chioma-Vergine. In questa zona le galassie di Messier sono relativamente poche rispetto a quelle presenti. Ad esempio, puntando il doppietto M84-M86 con il 31Nagler sul 12”, è possibile avere nello stesso campo almeno 7 galassie facilmente staccate dal fondo cielo: M84, M86, NGC 4435 e NGC 4438 (The Eyes) e leggermente più a S, le galassie NGC 4388, 4425 e 4413). Nel disegno accanto, fatto all’oculare alcuni anni fa, sono riportate le galassie più luminose del gruppo suddetto.

Da qui è possibile seguire la Catenadi Markarian individuando NGC 4473, 4477 e 4459. E’ stato molto interessante seguire il cerchio galattico che, partendo da M84 arriva a M88, passando per M87, M89, M90, NGC 4571 e M91. Abbiamo poi puntato i “Siamese Twins” – al secolo NGC 4567 e NGC 4568 – facendo base su M58. Andando poi sul doppietto M59-M60 a 100x è stato possibile “sdoppiare” M60 e NGC 4647 ed osservare la debole NGC 4638.

La galassia Sombrero, M104, e le mal definite Antenne (NGC 4038-4039) sono state catturate attorno alle 23,30 e subito dopo, spostandomi con il 12” e ancora di più con il 20×80 è stato possibile “osservare” M83, che sebbene debole e mal definita, risultava visibile.

Facciamo appena in tempo a osservare il globulare M5 nel Serpente che ecco montare una nebbietta da SE. Non sembra niente di preoccupante tanto che possiamo andare ad osservare i due stupendi globulari dell’Ercole ossia M13 e M92. Appena in tempo perché, con una velocità sorprendente, quella che era una nebbietta diventa una nuvola, tanto che nel giro di 10 minuti quasi tutto il cielo è coperto (rimane fuori solo una piccola fettina a NW)! Come se le nuvole non bastassero, l’umidità prendeva corpo tanto da impedire, a causa dell’appannamento della lente frontale, l’osservazione a tutti i telescopi non newtoniani.

Aspettiamo per circa 2 ore nella sala controllo dell’osservatorio che la situazione cambi, ma non c’è niente da fare! Chiudiamo con 69 oggetti, decidendo di proseguire sabato 24.

 

Sabato 24 marzo

Il tempo non promette niente di buono tanto che molti degli astrofili che erano intenzionati a venire rinunciano all’ultimo momento. Parto da Pontedera con un cielo nuvoloso insieme a Andrea Chifenti e Serena Guidi (due astrofili del gruppo UAL di Lucca) e un Lightbridge da 16”. Sono però fiducioso, dato che il meteo prevede un periodo di bassa umidità e assenza di nuvole per la notte fra il 24 e il 25 marzo. A Montecatini Val di Cecina la situazione meteorologica non è poi tanto diversa da Pontedera. Poco dopo arriva anche Mauro Caprini da Cecina. Si montano comunque i telescopi e si va a cena. Abbiamo infatti molto tempo a nostra disposizione, dato che abbiamo deciso di iniziare la maratona più o meno da dove l’abbiamo lasciata il venerdì precedente.

Alle 21,30 metto la testa fuori e mi accorgo che il cielo è….pieno di stelle. Non è limpido a causa di una leggera velatura ma ..si può procedere! Inoltre le pale del vicino impianto eolico sono rivolte a NW è non c’è una traccia di umidità. C’è nebbia (o nuvolosità) giù nella valle verso Pontedera: l’altezza (ca. 600m) ci salva.

Si inizia con M95 e la supernova. Con la foto di Fabio alla mano si cerca di capire quale sia la stellina in più ossia la supernova, ma non siamo sicuri di averla vista nonostante si osservi con il 16” a ca. 200 X. Fatto questo, si entra dalla …porta delle galassie ossia dalla 6-Com e si ripercorre tutto l’itinerario del venerdì precedente, fermandosi anche su qualche altra galassia che compare sul fedele compagno di osservazione ossia il Millennium Star Atlas.

Alle 0,20 siamo nuovamente su M13 e M92 e quindi è la volta della planetaria M57 nella Lira. Proviamo a tirare gli ingrandimenti con il 16” per vedere la nana bianca al centro di M57. Non siamo sicuri di averla vista. Ora che M13 è alto sull’orizzonte è risultata ben staccata dal fondo cielo e visibile nello stesso campo dell’oculare (20 Nagler sul 12,5″) la galassia NGC 6207.

Alle 0,39 mentre stavamo allegramente discutendo sul da farsi, una forte luce illumina tutto quanto. Dapprima pensiamo ai fari di una macchina ma, alzando gli occhi, vediamo una forte e persistente scia verde prodotta da una palla bianco-bluastra che lascia dietro di sé una scia di brillanti frammenti. Si è trattato di un bolide che ha attraversato il cielo verso S da SE verso W; l’ho visto quando era sopra il Corvo ed è scomparso più o meno in corrispondenza delle stelle del Cratere. Molto bello. La cosa veramente curiosa sono le parole con cui riportai l’osservazione di un bolide durante la Maratona di Messier del 2003: “alle 0,10 ca. la zona di osservazione è stata illuminata da un brillante bolide che ha solcato il cielo a W, scendendo dallo zenith in direzione S e passando sopra Regolo, Giove e i due Gemelli. Era piuttosto lento e lasciava una stupenda scia verdastra. Quasi al termine della sua corsa, ha avuto un rinforzo di luce formando una palla verde-blu con qualche riflesso giallo-arancio nella zona opposta al senso del moto”. La similitudine è sconcertante. Non esisterà mica il…. bolide della Maratona di Messier?

All’1,00 è stata la volta di M29 in un Cigno abbastanza alto sull’orizzonte. Da M29 siamo andati sulla Crescent Nebula che però, forse a causa della leggera velatura, non ha dato il meglio di sé: lo stesso si può dire per le nebulose Velo e Nord America.

A questo punto, dovendo aspettare che le costellazioni estive salissero in modo da poter osservare anche gli oggetti di Messier nelle costellazioni dello Scorpione e del Sagittario, ci siamo fermati.

Siamo ripartiti infatti circa alle ore 2 con l’osservazione degli ammassi globulari dell’Ofiuco (M10, M12, M14, M107) e poi su M39 e M27 (+ Collinder 399, o Gruccia” o Ammasso di Brocchi nel 20×80) e M71. Poco dopo è la volta di M4 e M80 nello Scorpione.

Una volta che il doppietto l-Aql – 12-Aql è diventato ben visibile, abbiamo avuto modo di puntare M11 e M26 e, quando la stella l-Sgr si è fatta ben vedere (2,40), siamo entrati fra i gioielli del cosiddetto “Prato dei Miracoli”, ossia i globulari, gli ammassi aperti e le nebulose del Sagittario-Testa del Serpente. All’interno della nube stellare M24 è saltato fuori a ca. 100x l’ammasso aperto NGC 6603. M16 mostrava il solo ammasso stellare, ma l’uso di OIII ha permesso la visione della nebulosità associata. La nebulosa Trifida con OIII ha mostrato i vari petali e M17 ha mostrato (nel 12 e nel 16” sempre con OIII) anche quella nebulosità che giustifica il nome di nebulosa Omega assegnato a questo oggetto.

Erano quasi le 4 quando ho puntato M22 e M28, nonostante una leggera nebbietta cominciasse a creare delle difficoltà. La visione di M6 e M7 è stata possibile solo attraverso il binocolo.

Fra le 4 e le 4,30, dopo una rapida occhiata ad M15, è iniziata la caccia ai globulari del Sagittario ed M69, M70, M75 e M54 sono caduti nel retino anche se non è stato facile localizzarli a causa della nebbietta….mattutina.

Alle 4,42 abbiamo catturato M2 in un cielo che cominciava a schiarirsi indicandoci a chiare lettere che la caccia era finita. Erano le 4,45! Sono rimasti fuori M55, M72, M73 e M30 che, insieme a M74, ci dicono che siamo arrivati a 105 oggetti di Messier (anche se raccolti in due serate diverse!).

Nella foto accanto, Guido e Andrea alla fine della maratona. Si noti il carrello utilizzato per spostare il dobson da 12” nello posizione ottimale per cogliere gli oggetti più bassi non appena possibile. La presenza di una vicina collinetta avrebbe impedito infatti l’osservazione degli oggetti più bassi al momento del loro passaggio al meridiano.

La stanchezza, che fino a quel momento non aveva dato mostra di sé, ci è piombata addosso come una mannaia, specialmente quando ci siamo resi conto che, mentre andavamo “a zonzo” per il cielo, era scattata l’ora legale per cui il nostro orologio, che di fatto segnava le 5,30, era indietro di un’ora.

Appuntamento al prossimo anno sperando, ovviamente di avere a disposizione un meteo più clemente.

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