Venus Transit report, Italian language only

 

6 Giugno 2012. Astronomical Centre di Montecativi Val di Cecina.

Osservazione del Transito di Venere

 

I partecipanti all’osservazione del transito di Venere: in piedi da destra: Fabio Martinelli, Ania Garbowska, Francesco Giubbolini, Ilaria De Giovanni, Katia Garrasi, Federico Sestito, Mauro Caprini, Enzo Rossi, Giacomo Mazzinghi, Jenny Fazio, Guido Pampaloni, in prima fila: Francesca Manenti, Rino Casella.

 

Alla mezzanotte circa del 5 giugno, Venere fa il suo ingresso davanti al disco solare ma, dato che in Italia il Sole sorge attorno alle 5,30, coglieremo solo le fasi finali di questo storico transito che si ripeterà solo nel 2117.

A seguito di un controllo sul campo di Fabio Martinelli, il luogo scelto per riprendere il fenomeno è l’Astronomical Centre di Montecatini Val di Cecina.

Per poter avere il telescopio stazionato in maniera opportuna occorre essere su piuttosto presto. Questo fa sì che, con una levataccia alla 2,30, possa arrivare all’osservatorio alle 3,20 circa (ho incontrato una sola auto nel tragitto Pontedera – Montecatini VC) ossia del tutto in tempo per la preparazione.

Quando arrivo, l’osservatorio è già popolato da coloro (Fabio, Giacomo, Jenny, Francesco, Federico, Ilaria, Katia) che sono lì dalla sera precedente per fare fotografia, per preparare l’osservatorio all’evento, etc…).

In breve tempo tutto quanto è pronto e quindi c’è tutto il tempo per godersi l’alba e fare qualche foto. Ad un certo punto da SW compare un bel puntolino luminoso: la Stazione Spaziale. In tutta la fretta la riprendo nel suo passaggio attraverso l’UMa e l’UMi. Dato che ho fatto le cose troppo in fretta, la foto non è a fuoco, ma il saluto da parte dell ISS è sempre ben accetto.

 

 

 

 

 

 

La International Space Station ci saluta (4:29) mentre passa attraverso il Piccolo Carro

 

Il cielo a NNE, ossia nella zona in cui sorgerà il Sole, lascia ben sperare.

L’alba (4,30) del 6 giugno 2012

 

Decido di riprendere le prime fasi del transito usando il filtro Ha per rendere più spettacolare l’immagine del disco solare e poi passare alla zona opposta dello spettro (zona del CaK) durnate le ultime fasi. Anche se alla lunghezza d’onda più corta (CaK) la turbolenza si farà più sentire, preferisco questo tipo di ripresa dato che mi permette riprese più veloci anche a focali un po’ più lunghe.

Verso le 5-5,30 arrivano Francesca, Rino, Enzo, Mauro e Ania. In totale siamo 12 persone più una che, se è vero che nel grembo materno si percepisce ciò che succede all’esterno, da grande farà certamente l’astro…. qualcosa (astronoma, astrofisica, astronauta, chissà). Gli strumenti a disposizione, fra quelli dell’osservatorio e quelli personali, sono una quindicina.

Mentre siamo tutti pronti in attesa che il Sole sorga da dietro una collinetta vicina, chissà per quale meccanismo psicologico mi vengono in mente le scene iniziali del film “Salvate il soldato Ryan” di Spielberg e il pensiero per un attimo mi va a quei soldati che, all’alba del 6 giugno 1944, aspettavano l’apertura della paratia del loro mezzo da sbarco che si stava avvicinando ad una spiagga normanna.

Dato che il transito avviene nella zona N del disco solare, il punto nero di Venere è la prima cosa che si vede non appena il Sole fa capolino. Alle 6:01 riprendo un filmato di 185 frames da cui estraggo queste tre. L’immagine “bolle” terribilmente ma il pallino nero di Venere appare ben visibile. Se si pensa che le dimensioni di Venere sono simili a quella della Terra, quello è il rapporto delle dimensioni fra il nostro pianeta e la stella più più vicina a noi.

 

 

Tre frames di un filmato di 185 ripreso alle ore 6:01 L.T. a 540 mm fi focale

 

Non è un sole molto attivo quello odierno con poche e deboli protuberanze (anche se tutto è relativo) come si può vedere dalla immagine seguente ripresa in Ha alle 6:27: c’è comunque un grosso filamento a forma di S nella zona centrale del disco attorno alla NOAA 1493. la ripresa di pochi minuti dopo è stata effettuata alla lunghezza d’onda del CaK.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il disco di Venere spicca sul disco solare ripreso in Ha (6:27 LT) e CaK (6:33) a focale 540 mm

 

Dopo la prima ripresa in CaK, cambio configurazione portando la focale a 1080 mm con una Barlow 2X e riprendo le fasi finali del fenomeno. Con questa configurazione seguo tutta la parte finale del transito fino all’ipotetico quarto contatto.

 

Le fasi finali del transito ripresa alla lunghezza d’onda CaK

 

Tra una ripresa e l’altra c’è stato tempo per andare in giro a mettere l’occhio agli altri telescopi (ci sono infatti 3 C8, un Meade da 25 cm che riprende in CaK ed un apocromatico da…..che, grazie ad un Prisma di Herschel dava una immagine nettamente incisa del disco solare, delle macchie e del….punto nero.

Tutto termina alle 7 circa. L’osservazione è stata un successo dato che il cielo si è mantenuto limpido (siamo a ca. 500 m s.l.m. ossia più in alto della nebbia che ha afflitto la piana dell’Arno), ma soprattutto è stata un successo grazie alla compagnia (vedi foto) che ha scherzato e fatto battute per quasi tutto il tempo.

 

Foto dei partecipanti sullo spiazzo dell’osservatorio……

A transito terminato, l’Astronomia ha lasciato il posto alla GAstronomia con una bella colazione all’agriturismo Palareta.

 

…e a colazione all’agriturismo Palareta

 

Dopo colazione, mi sono trattenuto per riprendere il disco solare una volta abbastanza alto sull’orizzonte e quindi meno turbolento. Qui di seguito sono riportate alcune immagini delle macchie e dei filamenti riprese 2700 mm di focale.

 

 

I due gruppi di macchie che hanno caratterizzato la fotosfera solare (ripresa alla lunghezza d’onda del CaK (vedi sopra), ore 10 ca.

 

 

Le due zone attive (sinistra) e particolare della zona attiva NOAA 1493 riprese in luce Ha (ore 10 ca.

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