Ultimo star party di venerdì 14 giugno!

Salve a tutti

Venerdì 14 giugno abbiamo organizzato un piccolo star-party, anche se in prima serata la Luna e delle leggere nubi hanno ostacolato l’osservazione, ma poi il cielo è diventato completamente sereno, e così l’osservazione ha avuto inizio.

Una notte completa stupenda, con un cielo limpido! La Via Lattea come sempre da spettacolo!

Le foto di venerdì scorso:

 Nebulosa M8 by Gabriele Cicalini

Newton TS 10″ su NEQ-6

Camera CCD QHY8L

6X600s lights

20 flats

30 darks

30 bias

Elaborazione MaximDL + Photoshop

Elaborazione della cometa Lemmon, foto realizzata con telescopio:

Newton TS 10″ su NEQ-6

Camera CCD QHY8L

La nebulosa Velo ripresa da Sergio Bove con telescopio ED APO Skywatcher 80 mm foto elaborazione totale di 90 minuti di esposizione.

Saturno ripreso tramite telescopio newton da 25 cm, immagini realizzate da Gianluca Vannozzi.

Lo staff di Astronomialcentre la notte del 14 giugno, da sinistra: Gianluca Vannozzi, Sergio Bove, Gabriele Cicalini, Guido Pampaloni e Fabio Martinelli.

La fine della notte con l’arrivo dell’alba.

Foto realizzata da Guidi Pampaloni.

La giornata ・stata stupenda ma alle 17 salgono le nuvole ed il cielo si copre di…pecorelle. Dopo un giro di telefonate, si decide di non rinviare a sabato e ci troviamo in cinque all’Osservatorio: Fabio, Gianluca, Sergio, Gabriele ed io. C’è una bella Luna ma anche tante nuvole che sembra si prendano gioco dei poveri astrofili andando e venendo ma rimanendo sempre presenti. La cosa, tra i mugugni generali, va avanti fino alle 23-23,30 quando, come per incanto, il cielo diventa sereno e rimane limpido fino all’alba. Contemporaneamente, la Luna tramonta ma, purtoppo, anche Saturno tramonta dietro gli alberi e quindi solo deep sky. Ecco quindi che Gabriele e Sergio partono all’attacco di M8 (Newton da 250) e di NGC 6960 (la Network nebula, ossia la parte W del grande velo del Cigno, rifrattore da 80). Ed ecco qui il risultato delle loro fatiche: La notte passa velocemente, non c’è un filo di umidità (solo verso l’alba, essa arriva al 75% ma non c’è condensa sulle lastre correttrici dei Meade impegnati nella caccia alle supernove, esopianeti e variabili o la lente frontale del'”ottantino” che sta riprendendo la Network Nebula. Io e Gianluca, che ・rimasto fregato dalle nuvole e non ha potuto riprendere Saturno, andiamo … a spasso fra le galassie, ammassi aperti, e tutto quello di bello che ci passa sopra la testa. Di seguito riporto alcuni degli oggetti ammirati partendo dalla parte pi・meridionale della Lattea ossia dal Sagittario, Serpente Iniziamo con il grande globulare M22 seguito dalla Nebulosa Laguna, la stupenda anche se piccola Trifida, la nebulosa M17 che assomiglia ad un Cigno (Swan Nebula) se si osserva in maniera frettolosa, ma che diventa la lettera greca omega (Ω, da cui il nome Nebulosa Omega) se osservata attentamente con il magico cerchietto (filtro OIII), la nebulosa Aquila con il bell’ammasso aperto annesso (M16). Procediamo quindi nello Scudo con l’ammasso aperto M26, la grande e poco osservata planetaria IC 1295 e l’incredibile ammasso dell’Oca Selvatica ossia M11. Ci spostiamo ancora verso nord finendo su M27, M57 e quindi sulle nebulose del Cigno (Nord America, Velo, Crescent, e la difficile Cocoon). C’è anche tempo per le galassie luminose o più deboli di UMa e CVn.

Verso le 2,30 si vede comparire Fabio che monta su una EQ5 un tripletto da 115 mm f/8. Dato che i telescopi sono in automatico, ha deciso di farsi un bel giretto panoramico nella Via Lattea sfruttando il campo offerto dal 115 + un oculare da 40 e uno da 52 mm. Ovviamente mi accodo (e non sono il solo) dato che non capita spesso di poter osservare campi così ricchi di …..capocchie di spillo.

Ad un certo momento, Sergio chiede a Fabio notizie sulle comete del momento, in particolare della cometa Lemmon. Niente di più facile, si va in sala controllo e nel giro di pochi minuti abbiamo la posizione della cometa: si tratta di un oggetto di ca. 7 magnitudini posto 3-4 gradi a NW di M31. Sembrerebbe un bersaglio facile ed in effetti dopo qualche minuto la cometa ci appare nell’oculare, sia del TS 115 che del mio Dobson. Sarebbe bello fotografarla, ma Gabriele che, in quel momento ha il telescopio libero, ha bisogno delle coordinate. Come si fa? Con qualche difficoltà riesco a individuare sul Millennium Star Atlas il campo che inquadro nel 31 mm Nagler e deduco le coordinate: 0h 18’/44ー00′. Gabriele le utilizza e prova a fare uno scatto ma la cometa non c’・ Controllo la carta e mi accorgo che avevo sbagliato stella di riferimento. Le nuove coordinate sono 0h 15’/44ー10′. Parte uno scatto ed ecco una bella nebbietta accanto ad una stellina di circa 6 magnitudini (una variabile!!!!). L’abbiamo beccata. Peccato l’ora è tarda, sono quasi le 3,30 e il cielo sta schiarendo. C’・il tempo per una lunga posa sulla cometa ma non c’ètempo per fare più esposizioni da sommare. Peccato. Mentre Gabriele fotografa io, come ai vecchi tempi, butto giù uno schizzo della cometa. All’oculare la cometa mostra una leggera asimmetria della nebulosità che rappresenta un accenno di coda. Di seguito, ecco il risultato manuale e digitale.

E’ stato un susseguirsi di situazioni veramente interessanti che tutti partecipanti hanno molto apprezzato ed  è stato proprio la ciliegina sulla torta di una serata iniziata nel dubbio ma finita alla grande. Sono circa le 4, le luci dell’aurora illuminano l’est, ma non poteva mancare la foto del gruppetto.

Guido Pampaloni

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