Ultimo Star party del week end 5 / 6 luglio

Venerdì 6 e Sabato 7 luglio

Questo novilunio è andato molto bene. Il meteo ci ha concesso due serate di tempo stabile con un cielo una sera (venerdì) meglio dell’altra (sabato) ma comunque entrambe da ricordare. Venerdì 5/7 a Montecatini Val di Cecina, presso l’osservatorio Astronomical centre, sotto un cielo veramente molto bello, ottima trasparenza e seeing a tratti buono, si sono ritrovati: con i telescopi Gabriele Cicalini, Gianluca Vannozzi, Luca Billeri e Mauro Caprini, in sala controllo l’immancabile Fabio e più tardi Fabio Briganti e Mauro Biagetti di ritorno dallo Star Party del Silenzio.

I fotografi Gabriele e Luca si sono concentrati sulle nebulosità della Via Lattea, in particolare Luca sulla Nord America NGC 7000 immortalata col l’80ED, mentre Gabriele fotografava la Nebulosa Pellicano nel Cigno (IC 5070) e l’ammasso aperto Berk 59 nel Cefeo col Newton da 25cm e la CCD QHY-8, raccogliendo più di 2 ore di segnale. Inoltre è stato un aiutante per Fabio, impegnato nel rendere operativo il 40cm sotto la cupola.

Dovevano collimare il telescopio di guida, mettere a fuoco le camere CDD di ripresa e di guida e verificare l’operatività coi vari programmi di controllo. Durante la serata, grazie ai visualisti Gianluca e Mauro abbiamo messo spesso l’occhio nel bel newton di Gianluca che, comandato da un’ottima EQ6-az, è veramente comodo da usare, oltre ad avere una resa superba. Non ho mai visto fino ad ora una nebulosa Velo tanto incisa e luminosa come quella di Venerdì, segno che la trasparenza del cielo era veramente ottima. Inoltre abbiamo potuto apprezzare M27 ad alti ingrandimenti, percependo chiaramente, anzi, vedendo, la forma a “clessidra” o “timone” tipica di questa nebulosa planetaria. Con C8 di Mauro invece, ci siamo divertiti nella caccia degli oggetti deep sky ma soprattutto dei pianeti Nettuno e Plutone, non essendo la montatura di questo strumento dotata di GoTo.

Una serata osservativa vecchio stile, basata su coordinate e noni. Una bella sensazione! Purtroppo è mancata la foto di gruppo, non essendo della serata l’infallibile Guido, nessuno aveva portato una macchina fotografica normale!!!

IC 5070 Gabriele Cicalini

NGC7000 Luca Billeri

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Sabato 7 Luglio Sabato notte abbiamo avuto diversi astrofili che venivano a Montecatini per la prima volta: Manola Neri (Montelupo Fiorentino), Stefano Vezzosi (Vinci), Angelo Mannucci (Empoli), che ci hanno fatto conoscere il loro Dobson 500, f/5 costruito da Zen, Massimo Zucchetti (Bergamo) che, con i suoi due binocoli (15X70 e 20X100) e la binosedia, si è fatto 400 + 400 km per intervenire allo Star Party del Silenzio a Lajatico e per visitare l’Astronomical Centre, Giusepper Frattali e Betty Battistini (Viareggio) con uno Skywatcher da 250 montato su una montatura autocostruita chiamata “il comodino” dallo stesso Giuseppe e infine Paolo Viviani di Viareggio con il suo C11. A questi amici si devono aggiungere vecchie conoscenze quali Giacomo Genovali da Viareggio con il suo fido C11 e lo scrivente con il vecchio, carissimo, Skywalker, al secolo il Dobson da 12” Meade.

Giuseppe, Angelo, Stefano, Fabrizio, Fabio, Guido Giacomo, Massimo, Betty e Manola davanti al 51 cm

La….comodina di Giovanni e la binosedia di Massimo

Non appena il Sole ce lo ha concesso, ci siamo diretti verso gli oggetti del Prato dei Miracoli (la plaga celeste della Via Lattea del Sagittario/Serpente/Scudo) dove ammassi stellari e nebulose si sprecano. Tra la moltitudine di oggetti presenti ed osservati è da ricordare la Nebulosa Trifida (M20). Il 50 cm non era ancora montato per cui ricavo le impressioni osservative dal mio dobson e dal C11 di Giacomo. Stupenda con l’aiuto del filtro OIII o dell’UHC ma visibile senza troppi dettagli anche in assenza del magico cerchietto. Nel Nagler da 20 + OIII appariva molto incisa con i petali del fiore nettamente separati l’uno dall’altro. Inoltre, era visibile senza troppa difficoltà quella parte a N del fiore che nelle fotografie appare di colore blu. Era molto debole ma era visibile sia nel Dobson che nel C11. Peccato che il 50 non fosse ancora operativo. Anche M8 si vedeva bene, enorme, riempiva tutto il Nagler da 20 mm; visibile, ma meno estesa, senza il filtro. Stessa cosa per la nebulosa Omega (M17) che è stata osservata presto e molto più tardi al suo passaggio al meridiano. In entrambi i casi (a conferma della bontà del cielo a ESE del nostro posto di osservazione) la nebulosità si estendeva a formare la lettera greca con cui è nota la nebulosa. La parte che forma il cigno era un faro; l’altra parte, molto più debole era comunque ben staccata e ben visibile. Spostandoci a Nord, la nebulosa Aquila con il suo stupendo ammasso aperto a corredo, era molto staccata dal fondo cielo e chiaramente visibile. Si lasciava percepire con facilità anche senza filtro. Per quanto riguarda le galassie, c’è da notare l’accurata osservazione del campo di NGC 7331 e del Quintetto di Stephan. Complice un pozzo di luce come il 50 cm, NGC 7331 si presenta molto allungata in direzione N-S con qualche disomogenità della parte centrale più luminosa. Appena ad E, con ca. 200X, si vede senza visione distolta una macchiettina rotondeggiante: si tratta della galassia NGC 7335 di ca. 13,5 magnitudini che appare come una nebulosità senza dettagli. Si intuisce anche qualcos’altro un pò più lontano da NGC 7331, ma si tratta di oggetti molto deboli. In effetti in quella zona ci sono altre tre deboli galassie la cui magnitudine sfiora la quindicesima. Passando al mio Dobson, riesco solo a percepire, in visione distolta la NGC 7335, che avevo già avuto modo di osservare dal Parco dell’Orecchiella. Dopo avere avuto qualche difficoltà a localizzare il Quintetto di Stephan, alla fine lo abbiamo tirato nel campo ed ecco che ci sono comparse davanti agli occhi tre galassie nettamente staccate dal fondo cielo. Con un buon uso della visione distolta è possibile vederne almeno quattro. Direi che è un bel colpo se si tiene conto che due delle cinque galassie sono molto vicine l’una all’altra. Nel mio telescopio, è tutto più difficile. Gli oggetti si percepiscono, ma delle cinque galassie credo che possa dire di averne viste solo tre.

Gli astrofili all’opera.

Quasi tutti gli astrofili presenti hanno potuto provare la binosedia di Massimo. Posso dire che è molto comoda, così comoda che ci si può addormentare facilmente se, si decide di riposare la vista e appoggiare il binocolo sul petto!!! Ma l’astrofilo attento non casca in questi tranelli e, puntando le gambe con il binocolo appoggiato sugli occhi, ruota attorno andando in giro per quegli enormi campi stellari che vanno, con qualche interruzione, da Cassiopea allo Scudo. Mi ha molto colpito la qualità dei binocoli di produzione cinese. Sono molto luminosi e le immagini sono ben incise. Fra i vari oggetti osservati con i due dobson sono stati l’enorme nebulosa planetaria nell’Acquario (Nebulosa Helix), la Blinking Planetary nel Cigno e quella pallina di un netto colore blu che è la Blue Snowball in Andromeda. Quest’ultima non appariva omogenea né nei due Dobson né nel C11 di Giacomo. Non sono poi mancati i classici globulari, da M5 nel Serpente a M15 nel Pegaso, M3 nei Cani da Caccia, M92 in Ercole, etc. M13 a 300X nel 50 appariva totalmente sgranato e la debole galassia nelle vicinanze mostrava addirittura qualche dettaglio. Il cielo invernale con le Pleiadi, verso le 3,30 ci diceva che, in sordina, la luce dell’aurora si andava …mangiando le stelle. Era quindi l’ora di cominciare a smontare e darci l’appuntamento per il prossimo weekend di luglio.

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