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28 Marzo 2014. Astronomical Centre

 

In seguito all’interruzione dell’osservazione dell’8 marzo a causa del vento freddo che ci aveva “torturato” sin dal pomeriggio, avevamo deciso di fare una nuova …scorpacciata di oggetti di Messier il giorno 29 marzo (sabato) in occasione della Luna nuova. Il solito meteo ci ha però suggerito di anticipare al venerdì precedente (cosa più giusta non fu mai fatta!!). Nonostante questo, l’afflusso di astrofili all’Astronomical Centre è stato considerevole.

Di fatto, attorno alle 21 sul prato dell’osservatorio (ben asciutto nonostante le pioggiarelle della settimana) era presente una moltitudine di telescopi portati da astrofili (Figure 1, 2) provenienti da varie zone della Toscana (Firenze, Livorno, Camaiore, etc.): si andava dai rifrattori fotografici super accessoriati, ai classici rifrattori e riflettori, ai dobson da 25 per finire con il grosso 40 cm di Roberto Mugnaini. Lo scrivente aveva optato per una serata di relax totale in compagnia portando un vecchiotto binocolo 10×50 con ottiche Carl Zeiss Jena.

Al contrario della serata precedente, ventosa e in presenza di una Luna al primo quarto, venerdì sera è stata una serata teorica (a parte il seeing): niente vento, umidità trascurabile, cielo limpido (SQM = 21.35 alle 2) e temperatura ottimale.

Rispetto però alla serata dell’8 Marzo, gli oggetti che tramontano presto erano affogati nella luce solare e non sono risultati visibili. Solo M31 si è staccata dal fondo cielo. Le galassie dei Pesci, Balena, M33, e le compagne di M31 sono risultate invisibili. Il globulare M79 nella Lepre ha richiesto una migrazione (facile con il binocolo) verso i bordi del prato dell’osservatorio per essere….intravisto fra gli alberi. Comunque, è stato un piacere andare in giro per le plaghe celesti di Auriga, Perseo, e Cassiopea alla ricerca di ammassi aperti.

In particolare, mi ha molto colpito la possibilità di avere nello stesso campo i due ammassi “interni” dell’Auriga ossia M36 e M38, stagliati in un tripudio di stelle. Molto bello anche il campo di M35 (il vicino NGC 2158, molto più debole è visibile solo nel tele) e molto interessanti i due ammassi aperti della Poppa: M46 e M47 dalla luminosità molto, molto diversa. La Via Lattea invernale ad E di Orione era abbastanza staccata dal fondo cielo.

Il binocolo ha permesso di tirare tutte dentro le Pleiadi e M44. Sebbene il Presepe non possa reggere il confronto con le sette sorelle, i due oggetti, visti con due occhi, sono stupendi.

Gli astrofotografi si sono dati da fare ed i risultati non sono mancati. Sergio è stato tutta la serata puntato su M101: 19 scatti da 600″ ciascuno hanno prodotto il risultato di Figura 3, Simone ha scaricato una trentina di galassie in un singolo fotogramma puntando la regione di M84-M86-Occhi-Catena di Markarian nella Vergine (Figura 4), mentre Luca si è limitato ad una sola coppia di galassie, portando a casa M51 (Figura 5). Purtroppo, per problemi collegati alla benedetta (o maledetta) elettronica, Gabriele non ha potuto dare il meglio, anzi dirò che non ha potuto fare niente. Peccato, avremmo avuto sicuramente un’altra stupenda immagine da mettere in carniere.

Lo scrivente, non avendo il telescopio, si è aggregato ai due possessori di Dobson (Roberto e Carlo), utilizzando in particolare la generosa apertura del Dobson di Roberto per godere di visioni mozzafiato di oggetti blasonati e non. In particolare, è da ricordare l’ammasso di galassie Hickson 68 nei Cani da Caccia (Figura 6), un oggetto che non avevo mai puntato pensandolo al di fuori della portata dei nostri cieli/telescopi. Nell’oculare, a circa 150X apparivano distintamente, in visione diretta, ben 4 galassie. Aguzzando la vista, era possibile notare una ulteriore debole “nebbietta”.

Verso la mezzanotte è arrivato Mauro che ha scelto come posto di osservazione il punto più buio di tutto il prato: la zona isolata accanto alla sala controllo. E’ veramente bello vedere ancora oggi, al tempo dei GOTO, GPS, CCD, DVD, USB, SMS, NMR, …. chi continua a cercare (trovandoli!) gli oggetti facendo uso dei cerchi graduati: grande Mauro!

Come al solito, il tempo passa velocemente (Figure 7 e 8) e ci ritroviamo così a veder sorgere Saturno, Marte, lo Scorpione con Antares. Per vedere i due classici ammassi aperti dello Scorpione, devo spostarmi verso il recinto dei cavalli. Grazie alla assenza di nebbia anche poco sopra l’orizzonte, è possibile vedere i due gruppi di stelle, uno molto “aperto”, l’altro più nebuloso, staccarsi dal fondo cielo. Un pò più tardi, verso le 3, diventa evidente…il pomello della teiera (l-Sgr) e quindi M22 e tutte le nebulose e ammassi aperti e globulari del Sagittario, Serpente e Scudo.

Erano circa le 2 quando, Gianluca ha deciso di cambiare osservazione e, dalle foto del profondo cielo, è passato all’osservazione visuale di pianeti e stelle doppie, dapprima utilizzando il suo glorioso 80/1200 Vixen (Figura 9) e poi l’apocromatico da 130 dell’Osservatorio.

Con l’80/1200 è stato possibile tirare la e-Lyr (la famosa doppia doppia) a 400X: le quattro componenti della doppia erano nettamente separate con i loro bei cerchietti di diffrazione. Marte non reggeva molti ingrandimenti e quindi non ha dato molta soddisfazione (ci vuole Luca con le sue riprese dal terrazzo); Saturno invece era, come sempre, molto bello con i suoi anelli che si stanno aprendo sempre di più.

Ancora una volta, ecco la foto ricordo con i partecipanti: da sinistra: Carlo Ghignoli (LI), Gennaro Amarante (Pontedera), Gabriele Cicalini (Vada), Ivano Magno (Fornacette), Giovanni Paoli (Camaiore), Simone Carchedi (Ponsacco), Guido Pampaloni, Gianluca Vannozzi, Luca Billeri (Pontedera), Sergio Bove (S. Pietro Belvedere), Roberto Mugnaini (Firenze), Fabio Martinelli (Astronomical Centre)

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