Astronomical Centre, Orciatico (sabato, 9/5/2015)

Astronomical Centre, Orciatico (sabato, 9/5/2015)

Siamo in un periodo di alta pressione caratterizzato da nebbie sparse in pianura con velature, anche spesse, specialmente nel pomeriggio. Venerdì 8/5 è stata una giornata stupenda mentre la giornata di sabato, iniziata sotto i migliori auspici (ho ripreso il Sole che mostrava una zona attiva veramente notevole) si è trasformata nel pomeriggio in qualcosa di pessimo con un cielo coperto, a tratti molto nuvoloso. Nonostante questo, alle 18,30 ero all’Astronomical Centre. Dopo poco è arrivato Nicola.

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Da un esame di Sat24 ci siamo resi conto che forse era bene non disperare dato che si poteva osservare un netto miglioramento a partire da ovest (a quell’ora ca. metà della Liguria era sgombra da nubi). In effetti, poco dopo l’arrivo di Nicola, il cielo ha cominciato a schiarire per cui abbiamo deciso di montare e, dato che eravamo soli, abbiamo piazzato i telescopi il più possibile vicino all’annesso.

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Man mano che il tempo passa, la situazione migliora sempre più. Sono ca. le 9,30 e il cielo è pulito: abbiamo quindi davanti ca. 4 ore di cielo nero prima che sorga la Luna. I telescopi sono in posizione.

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Confermo le impressioni della serata precedente: Cielo scuro, Volterra non disturba più di tanto. In effetti disturbano più le luci di Pomarance e quelle di una centrale elettrica nella zona di S. Dalmazio. Il motivo di questo maggior disturbo risiede nel fatto che si trovano proprio in direzione SSE ossia nella direzione in cui si deve spesso andare a…..raschiare il fondo del cielo visibile.

Verso le 23,30 scatto questa foto dello Scorpione in cui si vedono bene le luci suddette ed inoltre, a causa della nebbietta bassa, si vede il chiarore di Saline e di Montecatini (un pò più a W).

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Il tempo passa velocemente: Nicola lotta instancabilmente con il suo telescopio che punta sempre in zone in cui non si trova l’oggetto cercato: alla fine però riesce a farsi obbedire. Io sono alle prese con l’osservazione di galassie di taglio seguendo un suggerimento comparso su S&T di Marzo 2015. Le pesco quasi tutte e al solito ci sono quelle più appariscenti (NGC 4565, NGC 5907), quelle meno ed anche quelle che forse non ho visto ma mi sono solo immaginato di vedere: ad esempio MCG-1-24-1 nell’Idra. Sebbene sia di 12a magnitudine (ce ne sono altre di magnitudine maggiore ben visibili), questa soffre del fatto che si trova molto più bassa (ca. -8°) delle altre (alte o molto alte sull’orizzonte). In un paio di casi, facciamo il confronto fra ciò che si vede nel mio dobson (317 mm f/4,8) e quello di Nicola (400 mm, f/4,5). La coppia di galassie che usiamo per il confronto sono la NGC 4565 e la NGC 3628. In effetti, la differenza si vede: 8 cm si apertura in più si iniziano ad apprezzare anche se la cosa non è estremamente evidente.

Quindi si va in giro nel Leone, pescando galassie sul Millennium e cercandole senza sapere la magnitudine. Talune le vedo altre no. Non poteva mancare la sosta sui vari tripletti di galassie ossia M105-NGC3384-NGC3389 e M65-M66-NGC3628 (Leo Triplet). E’ proprio ricordando i due occhietti con la galassia disposta ….a traverso che, quando il giorno dopo ho modo di vedere una foto del Leo Triplet di Sergio Bove, noto una cosa curiosa: la NGC 3628 appare molto più appariscente delle due galassie di Messier. Questo è il contrario di ciò che si vede all’oculare dove i due occhietti si vedono sempre mentre la galassia a N necessita di un pò di attenzione per essere intercettata. La cosa si spiega andando a confrontare il diametro e la magnitudine visuale dei tre oggetti che sono: M65: 8,7’, 9,3; M66: 10’, 8,9; NGC 3628: 14,8’, 9,5. Inoltre, le tre galassie possiedono una luminosità superficiale integrata di 12,4, 12,5 e 13,7, rispettivamente. Come si vede, NGC 3628 possiede una luminosità superficiale minore delle altre due perché più grande e meno luminosa. Il CCD accumula, il bravo fotografo ottimizza, e quindi l’immagine CCD risulta diversa da quella reale all’oculare. La cosa che le due tecniche non possono cambiare è la morfologia delle due galassie di Messier: una (M65) appare sia nell’oculare che in foto molto più allungata dell’altra (M66).

E’ poi la volta della Chioma di Berenice con tutte le galassie che caratterizzano questa parte di cielo. La porta per entrare in questo reame delle galassie è l’enorme ammasso aperto Melotte 111 visibile ad occhio nudo vicino allo zenit. A poca distanza da esso si trovano infatti le galassie NGC 4494, 4565 e 4559. Da queste siamo poi arrivati al quartetto della Vergine M84/M86/The Eyes. Su questo gruppo si può arrivare anche partendo da Denebola, andando sulla stella 6-Com e quindi passando attraverso le due belle galassie M98 e M99.

Dal quartetto prima citato abbiamo seguito la catena di Markarian e quindi abbiamo osservato una grossa parte della moltitudine di galassie che popola la pagina 725 del secondo volume del Millennium Star Atlas (M59, M40, Siamese Twins e annessi e connessi). Una bella panciata di galassie per chi era a digiuno da tempo!

Verso l’una lo Scorpione è al meridiano o quasi, si vedono bene le coppie di stelle mi- e zeta-Sco e quindi è la volta NGC 6231 (–41°48’ di declinazione): si presenta come un gruppetto di una decina di stelle più forti e varie stelline deboli. Ce ne sarebbero tante di più ma non bisogna chiedere troppo ad un oggetto a declinazioni così basse. E’ poi la volta dei due ammassi globulari M4 e M80 e della doppia b-Sco (Graffias). Infine, quando lo Scorpione passa il meridiano e si distende, appare ben visibile il pungiglione ed allora è la volta degli altri due ammassi di Messier, questa volta aperti, ossia di M6 e M7.

Poco prima che lo Scorpione fosse al meridiano mi ricordo della galassia dell’Idra (M83) che, vista di faccia e molto bassa (-29°52′), non è facilmente raggiungibile. Stasera è facile sia da trovare che da osservare. Dando un’occhiata al cielo in quella zona mi accorgo che teta-Cen (-36°22′) e iota-Cen (-36°42′) sono ….ben alte sull’orizzonte. In particolare, sotto quest’ultima stella ci sono almeno altri 7-8° di cielo prima di trovare la collina che sovrasta Montecatini. Ebbene, ciò significa che Centaurus A può essere alla portata del sito. Bisogna ovviamente che non ci sia nebbia bassa, che sia alla portata del telescopio e di questo cielo e che passi al meridiano. Vedremo!

Durante la serata c’è anche tempo per qualche oggetto in UMa quali M97, 108, 109. M101 è un pò deludente ma è ben noto che questa galassia appaga la vista solo in serate eccezionali in cui si possono percepire le spirali: altrimenti è solo una larga “macchietta” indefinita.

Sono le 1,30 ca. quando io riesco a distinguere il telescopio nero di Nicola e lui riesce a vedere me e la mia giacca nera. Siamo arrivati al capolinea: la Luna è sorta a S di Volterra tra nuvole sparse. A questo punto voglio fare una prova. Cerco di ripuntare la NGC 5907 che avevo visto già qualche ora prima. Ebbene è diventato un oggetto difficile sia da trovare (le stelle più deboli per lo star hopping sono quasi diventate invisibili) e da vedere: conoscendone l’aspetto lo vedo, ma è diventato un oggetto estremamente evanescente.

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La serata osservativa è finita, ma su richiamo di Fabio, trovo il tempo di fare una foto del panorama illuminato dalla Luna che mostra quanta nebbietta c’è in basso.

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Al momento di smontare, sia Nicola che io lasciamo il telescopio e vari accessori nell’annesso chiuso ossia nella stanzina degli astrofili. E’ la prima volta in 20 anni che torno a casa senza telescopio!

Una volta messo a posto tutto, si va in sala controllo a chiacchera con Fabio al lavoro con il C11 (ricerca di supernovae) e il 508 (fotometria stellare a varie lunghezze d’onda). Alle 3,30 si torna a casa.

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