La prima luce del Lajatico Astronomical Centre attraverso gli occhi di un astrofilo (24/4/2015)

La prima luce del Lajatico Astronomical Centre attraverso gli occhi di un astrofilo (24/4/2015)



Il trasferimento dell’Astronomical Centre dal vecchio sito di Montecatini Val di Cecina (località Palareta) al nuovo sito di Orciatico (Via dei Mulini a Vento) si è praticamente concluso e oggi, 24 Aprile, c’è stata la prova generale dello spazio dedicato agli astrofili.
Il terreno del nuovo Astronomical Centre copre una superficie di un paio di ettari divisa in quattro terrazze comunicanti fra loro mediante una stradina laterale. Tale stradina è percorribile con una auto di medie dimensioni quando il terreno è asciutto. La terrazza più in alto in cui si trovano alcuni olivi, ha un tappeto erboso in leggera pendenza e rappresenta l’area riservata agli astrofili che vengono all’osservatorio con i propri strumenti.

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La seconda piana è quella riservata agli strumenti fissi (di AC e di astrofili) e alla sala di controllo dei telescopi dell’AC. Vi si trovano attualmente due casette che ospitano lo strumento di Teleskop Service ed il Celestron C14 di AC per misure fotometriche, un Meade 14” su colonna sempre per misure fotometriche, la sala controllo ed una cupola che ospita il Newton da 300 su montatura Bellincioni per le survey stellari. E’ presente poi una casetta che ospita il Cassegrain da 508 di Officina stellare sulla possente montatura di Raffaele Bernacchi e quindi la casetta di Paolo Bacci. Sono in costruzione altre tre postazioni osservative.

La sala controllo, nuova versione, ha le stesse dimensioni della vecchia dato che, come il tempio di Abu Simbel in Egitto, è stata smontata pezzo per pezzo, portata dal Palareta ad Orciatico, e rimontata.

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Sala controllo prima

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Sala controllo adesso.

 

 

 

 

 

 

Grazie alla presenza di un annesso agricolo lasciato a completa disposizione degli astrofili, la sala controllo non ha più i tavoli al centro e appare quindi molto più spaziosa.
La terza terrazza ospiterà altri telescopi,  mentre la zona pianeggiante più bassa rimane per ora libera.
C’è poi uno spazio di ca. 20 x 20 m che è stato destinato al pubblico in visita all’osservatorio nel quale saranno montati i telescopi dedicati alle osservazioni pubbliche
In generale, l’osservatorio ha una disposizione molto più favorevole del precedente come quantità di cielo osservabile, specialmente verso E e S. Basti pensare che lo Scorpione si mostra quasi completamente; mancano solo le stelle teta- e eta-Sco che si trovano alla ragguardevole declinazione di ca. -43°. La stella zeta-Sco (-42°21’) è ben alta sul crinale della collina come anche il doppietto mi1-mi2-Sco. Con il binocolo si vede bene lo splendido ammasso aperto NGC 6231. Siamo tornati ai tempi delle osservazioni dal Pianoro di Libbiano o dal Teatro del Silenzo con il vantaggio non indifferente di essere a ca 500 m s.l.m.

Dopo questa presentazione del nuovo Astronomical Centre, passo alla descrizione della serata osservativa. Viste le previsioni (brutte) per il sabato, l’osservazione è stata anticipata al venerdì perché il meteo sembrava più favorevole. Hanno risposto alla chiamata di Fabio, Ferdinando Davini (AAGG), Nicola Zaccaria (S. Giuliano Terme) che ha portato un bel Dobson da 40 cm, Giuseppe Frattali e Betty di Camaiore (con un rifrattore Takahashi da 100) ed il sottoscritto con il binocolo 20×80. E’ venuto anche Enzo che ha avuto così modo di osservare sia nel 40 cm che nel binocolo.
La serata è stata caratterizzata da una temperatura ottimale e da una leggera umidità, che però è andata via via diminuendo nel corso della nottata. Il cielo è sempre stato scuro, specialmente verso SE. Volterra non dà troppa noia (meglio però se non ci fosse stata). Curiosamente, da più noia Saline anche se non si vede perché coperta dalle colline di Montecatini. Gli olivi che caratterizzano la zona astrofili non danno noia più di tanto: basta scegliere la posizione tenendo conto della loro presenza.
La falce di luna quasi al primo quarto ci ha illuminato fino alle 0,30 ca.(vedi) ma dopo abbiamo potuto sfruttare appieno l’oscurità del luogo. Fabio ha montato delle lampade crepuscolari a terra che sono molto utili per andare in giro, ma credo che andranno spente attorno alle postazioni degli osservatori visuali.

 

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In attesa che la Luna ci lasciasse campo libero, abbiamo provato il 508 mm di AC facendo alcune foto di oggetti blasonati del profondo cielo. La strumentazione sembra funzionare bene; lo strumento + CCD mostrano una raccolta di luce fantastica tanto che le immagini delle galassie  (M64, 106, 51, 104, The Eyes….) sono state raccolte con 30 s di posa. Le immagini (non guidate) sono ottime non tanto dal punto di vista estetico quanto piuttosto dal punto di vista dei dettagli raccolti e della capacità di inseguimento della montatura. L’immagine più bella credo sia stata quella di NGC 4565 che esce addirittura fuori dal sensore.
Dopo il tramonto della Luna, si va avanti godendosi lo spettacolo della Via Lattea che pian piano esce dalla bruma che caratterizza le zone pianeggianti. A S fa bella mostra di se lo Scorpione e, verso le 2,30 si possono ammirare gli ammassi aperti M6 e M7. I due globulari M4 e M80 era visibili già da tempo.
Grazie al telescopio di Nicola, possiamo godere della vista delle galassie del Leone e della Chioma e poi, man mano che il cielo scuriva, di M13, M104, M51, M10, M12, M3 e delle nebulose della Lira, Volpetta e, un pò sacrificate, delle nebulose del Prato dei Miracoli (Serpente/Sagittario).
Si stacca alle 3 ca. dopo la foto di rito.

 

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Prima luce inaspettata date le previoni meteo ma certamente positiva. A parte qualche dettaglio da migliorare (dovremo studiare qualcosa per migliorare il modo di scarico della strumentazione e il trasporto degli strumenti ai punti di osservazione), il nuovo sito dell’Astronomical Centre promette bene.

 

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