Sabato 11/6 Astronomical Centre Lajatico/Orciatico

Sabato 11/6 Astronomical Centre Lajatico/Orciatico

Sono giorni di bel tempo con temperature più alte della media che offrono serate serene a non finire sia a coloro che si occupano di acquisizione di dati astronomici (negli ultimi 15 giorni presso l’Astronomical Centre è stata montata la cupola di Gimmi e la casetta di Daniele ha ricevuto le guide per lo scorrimento del tetto) che alla moltitudine di astrofili che aspetta un pò di cielo limpido per osservare………le bellezze del firmamento.

 

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Oggi sabato 11 luglio, con 35-36 °C in pianura, il cielo è limpido sin dalla mattinata e quindi niente di meglio che una nottata di osservazione in collina. Oltre tutto, quando si sale sopra i 500 m l’umidità diminuisce notevolmente. Solo verso le 21:30 si può notare una nuvolaglia bassa che copre Volterra e le valli limitrofe (foto) che però verso le 23 scompare: l’umidità cala e in piena nottata gli strumenti sono asciutti.

 

 

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Spinte forse dal caldo della pianura, molte persone hanno risposto all’invito di Fabio. Come si vede dalla foto, stasera era presente un bel nutrito gruppo di astrofili provenienti da La Spezia, Massa-Carrara, Firenze. C’erano poi amici dell’Osservatorio di Tavolaia e della Associazione Astrofili Pisani. A questi si aggiungano anche amici di Fabio e di Luigi, nonché alcuni abitanti di Orciatico e Casciana Terme. Un bel pienone insomma.

 

 

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Nella foto si riconoscono da destra: in piedi: Davide (MS), Guido (Pontedera), Luigi (PI), Niccolò (S. Giuliano Terme). Accosciati: Andrea (PI), Cristina (MS), Alessandro (PI), Roberto (FI), Fabio (Astronomical Centre), Andrea (S. Maria a Monte).

Come si può vedere dalle foto che seguono, erano presenti vari strumenti, molti dei quali di generose dimensioni (un paio di Dobson da 40, un Dobson da 32, un paio di C11, il Meade da 25 ed il rifrattore da 150 di Astronomical Centre, un paio di Newton da 150 cm, riflettori e binocoli.

 

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Mentre si aspetta il buio, che di questi tempi tarda a venire, c’è tempo per una osservazione della falcetta di Venere (trovato ad occhio nudo). Nella foto è riportato il pianeta ripreso con il metodo afocale ossia quasi appoggiando la macchina fotografica al Nagler da 11 mm montato sul Dobson da 12″.

 

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La nottata passa abbastanza velocemente con una Via Lattea stagliata sul cielo scuro. Dato che stasera non c’era nessun astrofotografo, ci siamo tutti quanti dedicati alla osservazione visuale.

E’ estate ed è tempo di ammassi ma, in prima nottata, il cielo era praticamente diviso in due zone: la parte ad Nord-Ovest ove era possibile trovare galassie e una parte a Sud-Est in cui invece le galassie alla portata del cielo e degli strumenti erano pressoché assenti. Era infatti questo il regno della Via lattea con i suoi ammassi aperti e nebulose. In particolare, la zona ricca di galassie era quella nella costellazione del Drago, attorno alle stelle iota-q-Dra. In questa zona vi si può trovare quello che con Cristina avevamo chiamato Draco Triplet. Si tratta del gruppettino di galassie NGC 5985-5982 e 5981 di magnitudine che va da 10,9 a 13,6 e che rappresenta il numero 64 del catalogo di Isolated Triplets of Galaxies compilato nel 1979 Valentina e Igor Karachentseva. In particolare, la galassia più luminosa ossia NGC 5985, si vede appena si mette l’occhio all’oculare; le altre due invece diventano percepibili solo in visione distolta. Ecco cosa dicevo al momento della prima osservazione di questo tripletto di galassie: “16/6/2012 Astronomical Centre Montecatini VC: Bel campo. Appena metto l’occhio all’oculare vedo le due galassie più forti descritte sopra.  leggermente a W di 5982 in visione diretta vedo qualcosa. Questo qualcosa diventa un baffetto appena staccato dal fondo cielo in visione distolta. Tre galassie con tre aspetti completamente diversi. Più difficile del Leo Triplet”.

In zona si possono trovare molte altre galassie di cui alcune come NGC 5866 (nota anche come M102) e la galassia Ago (NGC 5907) sono facilmente individuabili mentre altre sono molto più difficili da staccare dal fondo cielo.

Tra gli oggetti osservati (ammassi aperti e globulari dello Scorpione, Sagittario, Scudo, nebulose planetarie nell’Aquila, Volpetta, Sagitta etc. ) da segnalare l’ammasso aperto NGC 457 ossia l’Ammasso Civetta. La civetta che strizza l’occhio [le due stelle principali che rappresentano gli occhi sono infatti due stelle di 5 (f-cas) e di 7 magnitudini (HIP6229)] può essere osservato a testa in giù nel C11 di Cristina e in piedi nei newtoniani.

C’è poi la prova suggerita da Roberto ossia l’osservazione della nebulosa Nord America con il filtro Hb. Sinceramente, quello che era visibile in visione diretta con il filtro OIII diventa praticamente invisibile con l’altro magico cerchietto. Dovrò riprovare quando Deneb non si trova esattamente allo zenit. Anche se questa è la migliore condizione di osservazione, muovere un dobson con il tubo verticale non è, almeno con il mio, cosa semplice: il movimento non è fluido.

Sono le 3:10 quando Fabio, dalla porta della sala controllo, urla: “Guardate la Luna”. Non è facile staccare un pezzettino di Luna di colore rosso dalla leggera foschia di NE ma alla fine si riesce a vedere. E’ veramente un’immagine curiosa che non avevo mai visto, soprattutto a causa del colore del nostro satellite. Quando è appena sorta dalle colline, la Luna appare di un colore rosso aranciato (la foto riproduce fedelmente il colore osservato). Torna poi ad essere del colore usuale quando, alle 3:54, si è abbastanza alzata sull’orizzonte. La falcetta è abbastanza piccola da permettere la ripresa della luce cinerea.

 

 

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Fatto questo, sono le 4,00 ed è tempo di andare verso casa. Durante il tragitto, il cielo a NE si va rischiarando ed ho modo di vedere quanto il sorgere del sole è in ritardo rispetto alla osservazione precedente del 20 giugno.

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