Resoconto star party sabato 5 dicembre

Carpe diem, Astronomical Centre, Sabato, 5/12/2015

Giornate umide e nebbiose, per lo meno in pianura. Oggi il meteo non è male, sembra che sia un miglioramento e quindi c’è la possibilità che, come previsto, si possa mettere l’occhio a 50 cm dell’osservatorio prima che questo riprenda la sua normale attività di ricerca. Dopo un giro di telefonate, Nicola ed io decidiamo di tentare e alle 17,30 siamo in osservatorio. Il cielo non è male, c’è speranza di fare qualcosa.
Fig 1
Si parte appena il cielo lo permette (ca. le 18) con M57 che si presenta con il suo classico anello leggermente sfumato. Abbiamo qualche difficoltà di messa a fuoco tanto che bisogna togliere il diagonale, il che rende l’osservazione piuttosto poco agevole. Dopo la planetaria della Lira si va su quella della Volpetta (M27). Molto bella. E’ quindi la volta di M15 (molto bello e ben sgranato in visione diretta) e di NGC 7331. Si vede bene anche se abbiamo una posizione di osservazione scomoda data l’altezza della galassia: occorre praticamente sdraiarsi a terra e poi in qualche modo arrivare all’oculare. Fa molta impressione trovarsi sotto l’imponente mole delle strumento. E meno male è solo un 50 cm!!!
Dopo ca. una mezz’oretta interrompiamo perché l’umidità è abbastanza alta.
Verso le 19,30, dopo la cena a casa di Fabio, torniamo all’osservatorio e vi troviamo Roberto di Firenze con il suo C8 già montato. Non sicuro del meteo, ha portato il C8 invece del Dobson da 40. Dopo un pò di tempo, arriva anche Lorenzo da La Rosa di Terricciola.
Sembra che non ci sia umidità a parte quella presente sul terreno. Dopo tutto il cielo non è male: non è al top ma ci si può accontentare (SQM = 20.84 alle 23); nessuno se lo aspettava. l’umidità altissima che aveva caratterizzato il tramonto è completamente scomparsa; le parti metalliche degli strumenti sono perfettamente asciutte. Probabilmente è grazie ad una leggera brezzetta da NE appena percettibile ma molto efficacie. La temperatura è gradevole. Serata quindi ottima.

Figg. 2, 3
Con Andromeda, Pegaso e Triangolo praticamente allo zenit non poteva mancare un’occhiata ai gioielli delle costellazioni. M31 appare enorme. Con l’Explore Scientific 14 mm (100°) di Roberto entrano nel campo anche le galassie satelliti. Abbiamo poi NGC 891, e il grande ammasso aperto NGC 752, nonchè la planetaria NGC 7662 (molto bellina, rotondeggiante, leggermente elongata: si presenta con una spiccata colorazione bluastra. Proprio un classico rappresentante di questa classe di oggetti). Nel Pegaso è la volta di NGC 7331, NGC 7217 (bel galassione ben staccato dal fondo cielo, facile, con un nucleo circondato da un bell’alone rotondo) e 7814 (facile, appare come un oggetto piuttosto allungato; mostra qualche dettaglio dell’alone che non appare omogeneo). Nel Triangolo, non poteva mancare M33 (abbastanza grande con qualche dettaglio ma niente di entusiasmante) e la nebulosa NGC 604 ossia la zona HII nella galassia (si presenta come una zona nebulosa rotondeggiante di colore grigio-verde proprio accanto ad una stellina di 9-10m. Molto ben staccata dal fondo cielo).
Nella serata ho avuto modo di osservare con il 100° della Explore Scientific che mi ha prestato Roberto. E’ proprio un bell’oculare. Ha un ingrandimento intermedio (ca. 100 X sul mio Dobson) ed un campo piuttosto grande. Mi piace come complemento del 31 mm Nagler.
Durante l’osservazione c’è tempo per qualche foto a lunga esposizione verso Volterra, Pomarance ed Orione e un accenno di Via Lattea con il Cigno che sta tramontando in verticale.
Figg. 4,5
La serata osservativa continua con un paio di gioielli della Giraffa suggeriti da Roberto: si tratta della nebulosa planetaria NGC 1501 (facile, ben staccata dal fondo cielo anche senza OIII: con il magico cerchietto, la planetaria diventa molto evidente. La luce è blu-verdastra e si riesce a percepire qualche disomogeneità quando la guardo a ca. 280X) e dell’ammasso aperto NGC 1502 (Si individua nella parte inferiore della costellazione della Giraffa in una regione povera di stelle appariscenti e costituisce l’estremità sud-orientale della Kemble’s Cascade, un lungo allineamento di stelle ben visibile anche con un binocolo. Si tratta di un oggetto che vale la pena osservare dato che è un ammasso fatto di stelle piuttosto forti in fondo ad una cascata di stelle di 5-6 m, la Kemble Cascade).
E’ poi la volta della costellazione del Toro con le Pleiadi che entrano completamente nel 31 Nagler, M1 che mostra anche qualche disomogeneità ed una serie di ammassi aperti più o meno evidenti: Collinder 50, NGC 1647, NGC 1514 (un bell’oggetto visibile anche senza OIII, ma se metto il filtro diventa un oggetto superbo; fantastica quella stellina al centro della nebulosa. A parte la stellina centrale, assomiglia alla NGC 2438 della Poppa), la famosa variabile T-Tauri (si tratta di una stellina piuttosto debole di colore giallo-arancio; basta centrarla per percepire una nebulosità allungata (?), debole ma abbastanza ben riconoscibile).
Si termina quindi con una spazzata agli oggetti principali delle costellazioni dei Gemelli (M35 e MGC 2158 al suo….fianco, la nebulosa Eskimo), Auriga (M36, M37 – stupendo con la stellina gialla al centro e M38) ed Orione (M78 e La grande nebulosa a tre lunghezze d’onda ossia osservata senza filtro, con OIII e Hbeta).
Verso la mezzanotte il cielo si incomincia a coprire indice che la serata osservativa (che nessuno si aspettava) era finita. Tempo solo per la fotografia di rito. Al buio, il fotografo si è dimenticato di controllare l’allineamento al terreno per cui sembriamo tutti tante piccole Torri Pendenti(!).

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