Resoconto star party 16 gennaio

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Astronomical Centre, sabato 16/1/2016
E’ arrivato il vento freddo e con esso l’inverno con una brusca diminuzione della temperatura. In compenso l’umidità e la nebbia che hanno caratterizzato il meteo delle ultime settimane sono sparite. Occasione d’oro anche se abbiamo la Luna quasi al primo quarto.
Dopo un giro di telefonate, alle 17 sono in osservatorio ed in breve tempo lo strumento è pronto per una nottata di osservazioni.
Qualche giorno fa è stata montata una telecamera fuori dalla stanza astrofili con la quale è possibile sia controllare in cancello di ingresso all’osservatorio, sia la zona astrofili esattamente di fronte all’annesso in muratura (foto 1 – 19/1/2016, ore 15,30; foto 2 – ore 23,30). La telecamera è molto utile anche per giudicare lo stato del cielo dato che punta a S-SE (la telecamera montata sulla sala controllo punta invece a NW). Ad esempio, la sera prima è stato possibile osservare il netto sopraggiungere di nubi da S che purtroppo hanno rovinato l’osservazione di Roberto Mugnaini il cui Dobson da 40 è visibile nelle foto 3 e 4 (foto 3 – 15/1/2016, ore 21,00; foto 4 – ore 23,30).
All’incirca alle 18 eravamo in 8: Guido (foto 5), Fabio, Marco Monaci e Federico Sestito (spettroscopia stellare al 50 cm), Nicola, Raffaele (Bernacchi) e gli astrofotografi Paolo Scatena e Christian Mari (foto 6). A questi, si sono aggiunti nel corso della serata: un gruppo di persone prenotate da Mauro Bachini per una visita all’Astronomical Centre, un gruppo di studenti del Liceo Scientifico di Pontedera con la professoressa di Scienze (foto 7) ed un gruppetto di 4 astrofili di cui faceva parte Nicola di Montecatini, una vecchia conoscenza dei tempi dell’Orecchiella.
La Lluna, che stasera tramonta verso la mezzanotte (già alle 11 scompare dietro gli alberi e non dà troppa noia) è molto bella. Guardata attraverso il mio nuovo 14mm (100°) della Explorer Scientific, mi permette di tirarla tutta nel campo e osservarla a 100 x. Non ingrandisco di più perché stasera il seeing è veramente povero. Trovo anche il tempo di fare qualche foto quasi appoggiando la macchina all’oculare Nagler da 20 mm (foto 8, 9 e 10).
Dopo la cena in casa di Fabio, è stata veramente dura lasciare quella stanza così ben riscaldata dal camino (foto 11), ma dopo settimane di digiuno ….astronomico, non restava altro che affrontare il fredduccio e la leggera brezzetta da NE.
Nonostante la Luna impietosa (foto 12-14), il cielo pulitissimo e l’assenza di umidità permetteva l’osservazione (senza troppe pretese) del deep-sky.
E’ stato così che, nonostante il freddo (il termometro posto nella scatola del telescopio segnava – 1°C alle 24 ca) e una leggera brezzetta che per fortuna non dava troppa noia (eravamo riparati dal bosco) rimaniamo incollati agli oculari o alle macchine fotografiche fino alle 2 (!!).
Nell’arco dell’intera notte abbiamo avuto la possibilità di osservare oggetti delle costellazioni di Orione, Gemelli, Cane Maggiore, Poppa, Auriga, Toro e, dalla parte opposta, UMa e UMi.
La grande Nebulosa di Orione (M42-43) è stata osservata da tutti quelli che sono passati vicini al telescopio. Da parte mia, l’ho osservata con la Luna e senza, con i filtri OIII e Hb e senza, con il mio 32 e con il 40 di Nicola, a bassi e alti ingrandimenti, alta e bassa sull’orizzonte. E’ stato sempre un oggetto grandioso che cambia aspetto, dettagli e forma a seconda del filtro usato. Questa volta me la sono guardata con il nuovo Explorer 14 mm da 100 ° di campo. Non la contiene tutta, ma ce ne entra abbastanza e l’ingrandimento è ottimale.. Verso le 11,30, a Luna ormai molto bassa e dietro gli alberi, la zona attorno alle stelle del Trapezio, mostrava una infinità di sfumature, di chiaroscuri. Lo stesso si può dire per la restante parte della nebulosa anche se i dettagli erano un pò meno accentuati a causa della minore luminosità.
Con poco sforzo e senza ausilio di filtri era ben visibile la nebulosità (NGC 1977 etc) che circonda le stelle 42- e 45-Ori. Tale nebulosa è ben visibile nella foto di Christian Mari (foto 15).
Non mi sono dimenticato di M78, la piccola nebulosa a riflessione illuminata direttamente alle due stelline di ca. 10 magnitudini.
Partendo da Betelgeuse, siamo passati su 13-Mon e da questa sulla “scaletta” di ca. 10 stelle che costituisce l’ammasso aperto NGC 2244. Tale ammasso è localizzato nel cuore della enorme regione HII nota come nebulosa “Rosetta, al secolo NGC 2237 o Caldwell 49. Anche con OIII, questa grande nebulosa appare solo un’idea quando la Luna è alta; diventa invece ben visibile specialmente nella parte a N, quando la Luna è tramontata.
Basta spostarsi di qualche grado a NE ed ecco la 15-Mon e vicino la R-Mon, la stella variabile che illumina una massa di gas che dà origine ad una nebulosa a riflessione detta Nebulosa Variabile di Hubble (NGC 2261). Sembra proprio una cometa con la stella che costuitisce il ….nucleo cometario.
A proposito di comete, la cometa del momento (Catalina, C/2013US10) diventa visibile seriamente piuttosto tardi quando la coda dell’Orsa Maggiore è salita abbastanza ed il Gran Carro si è disposto verticalmente). E’ ben visibile anche nel cercatore 9×60 come macchietta diffusa vicina alla terza stella (84-UMa) della stradina di astri che da Mizar porta alla galassia M101. La prima volta che l’ho inquadrata nel telescopio appariva come macchietta diffusa e mal definita, ma al passar del tempo è diventata sempre più definita (via la Luna, UMa sempre più alta), figure 16, 17 e foto 18 di Christian. Verso l’1 si presenta come un oggetto nebuloso, non omogeneo, con un bel nucleo in evidenza. La forma non è rotonda ma leggermente allungata verso NW. E’ inoltre dotata di un notevole moto proprio come evidenziato dal fatto che, nel giro di 1 ora, ha attraversato tutto il campo dell’11mm Nagler (ca. 0,6°).
Altri oggetti degni di nota sono stati
– la splendida t-CMa (bella doppia facile, abbastanza bilanciata) circondata da un brulichio di stelline che formano u gruppo che si estende per ca. 3’ di ampiezza;
– la coppia di ammassi aperti M46 e M47 nella Poppa, così simili (sono ammassi aperti) e così diversi. Infatti, è il primo è composto da moltissime deboli stelline con una nebulosa planetaria (NGC 2438) nel mezzo per puro effetto prospettico. Questa nebulosa guadagna moltissimo se si osserva attraverso un filtro OIII ma la visione complessiva perde molto dato che, con…..il magico cerchietto, si perdono moltissime stelline che costituiscono M46.
– la coppia di ammassi aperti dei Gemelli costituita da M35 e dal debole NGC 2158 posto ca. mezzo grado a SW dell’ammasso di Messier. Il primo è un superbo gruppo composto di un’infinità di stelle di cui almeno una decina molto luminose e abbastanza allineate fra di loro. Il secondo appare invece come una nebulosità ad uno sguardo rapido ma a ca. 150 ingrandimenti si risolve in tante piccole stelle.
– il lontanissimo ammasso globulare NGC 2419 nella Lince, il primo globulare della stagione. La ricerca manuale non è delle più semplici ma, una volta in zona, l’oggetto si lascia facilmente identificare perché è allineato con due stelline di ca. 7 magnitudini. Si tratta di un oggetto nebuloso a bassi ingrandimenti che solo a 150-200X si lascia sgranare almeno ai bordi in tante piccole stelline. Stasera non è la serata adatta a causa del pessimo seeing ma, nei momenti (rari) di calma è possibile risolvere le parti esterne.
– la nebulosa Eskimo che, una volta tramontata la Luna e con un cielo molto trasparente, mostra due diverse concentrazioni di nebulosità praticamente concentriche.
– Ammassi aperti nel Toro fra cui la cosiddetta Casa nelle Iadi vicina ad Aldebaran. Si tratta di un sistema di una decina di stelle (tre doppietti più altre singole) disposte a formare una casetta dal tetto aguzzo che ricorda un po’ una versione molto, molto ridotta della costellazione del Cefeo con doppietti al posto di stelle singole.
– Ammassi aperti blasonati (gli oggetti di Messier) del CMa e Mon.
– A luna tramontata, il Leone e le altre costellazioni primaverili con Giove erano ben alte e quindi non è potuto mancare uno sguardo al Leo Triplet e alla stupenda NGC 4565 che, nel 40 cm di Nicola prendeva tutto l’oculare senza bisogno di visione distolta. Giove lasciava a desiderare a causa del seeing.
– Poco prima di staccare anche il puntolino rosso di Marte è diventato visibile ma inguardabile al telescopio. Anche se non era più al meridiano, era possibile vedere la Via Lattea invernale fra Orione, Unicorno e Poppa.
Si stacca più o meno tutti alle 2 ca. con una strumentazione perfettamente asciutta. Prima della partenza, passo a salutare la gente al calduccio in sala controllo: Marco e Federico sono impegnati a “pregare” per la buona riuscita delle riprese degli spettri stellari (è andata bene) (foto 19, 20) e Fabio è tutto preso dalla survey di galassie per la ricerca di supernove.
Il cielo si è mantenuto sempre al top, non un filo di umidità sugli strumenti. Alle 2,30 l’SQM indicava 21,25 Mag/arcsec2 (foto 21). Niente di speciale se confrontato con i valori ottenibili sul Labbro o nei deserti dell’Arizona, ma ottimo per un posto presidiato raggiungibile in 35 minuti da Pontedera.

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