Sabato 12 Marzo, Maratona di Messier 2016

7453b5b7-07ec-4ce3-ac72-f6dab36bab088ece458c-1958-4f87-b379-ba165252d9eaSabato 12 Marzo, Maratona di Messier 2016
E’ un mese di meteo inclemente, specialmente i fine settimana. Questa settimana in particolare è iniziata con forti piogge: il meteo prevede però un miglioramento per il fine settimana. In effetti le previsioni sono confermate ma al cielo nuvoloso si va sostituendo un forte vento freddo da NE che non lascia sperare niente di buono. In ogni caso, l’occasione di correre la Maratona di Messier, un pò l’appuntamento annuale degli astrofili visualisti, è troppo golosa per non tentare. Si può fare.
Alle 17 arrivo in osservatorio e vi trovo Fabio (impegnato nell’apertura delle cupole degli strumenti (segno positivo) e Nicola che ha già iniziato a montare il suo bel 40. Chiaccherando, scopro che il vento forte e il meteo non stabile hanno si che i maratoneti siano ridotti al minimo: Nicola ed io.
In ogni caso, le nuvole che minacciavano i prodi astrofili presto scompaiono lasciando un cielo limpido color cobalto. E’ presente comunque una siepe di nuvole/nebbia nella direzione di Pontedera (foto 1). A E, S e SW tutto limpido fino all’orizzonte visibile. Il bosco in direzione WNW è provvidenziale dato che ripara la parte superiore dell’osservatorio dal vento: ci sono folate, anche intense, ma ben sopportabili, complice una temperatura non rigida, in effetti mancano 9 giorni all’equinozio di primavera. Siamo inoltre schermati dall’annesso agricolo.
Prima dello Start, ossia quando c’è ancora troppa luce, faccio un paio di foto alla Luna e agli strumenti pronti a….mordere il cielo (foto 2,3).
Sono le 19 quando si cominciano a vedere le prime stelle a W. Compaiono la a- e la b-Cas che permettono di individuare la g-And (confermata con il telescopio – doppietto giallo) e da questa la b-And. Da questa, dopo un momento di sconcerto dato l’allineamento VERTICALE di a-, b-, g-And a cui non siamo per niente abituati, centro il gruppo di M31. Devo alzare di peso il telescopio e allontanarlo dall’annesso per far si che possa inquadrare il campo. E’ così che catturo M31, M32 e, all’ultimo tuffo, prima che scompaia dietro il tetto e gli alberi la debolissima M110. La galassia del Triangolo (M33) e quella dei Pesci (M74) sono invisibili ma con il binocolo, allontanandomi dal bosco, riesco a puntare la h-Psc: dato che la galassia vicina è un oggetto difficile quando è al meridiano, figuriamoci quando è affogata nella luce del crepuscolo. Anche M77 nella Balena è invisibile e, come prima, riesco solo a vedere la d-Cet. Forse, se avessi piazzato il telescopio più in basso l’avrei beccata, ma il vento mi avrebbe ……portato via le penne maestre.
Con Cassiopea che scende verso l’orizzonte insieme a Perseo, è l’ora di puntare gli ammassi aperti M52, M103 e M34. Prima però un’occhiata al Doppio Ammasso con il 14 mm /100° Expl. Sci. Che bellezza anche se non nelle condizioni osservative migliori. L’ammasso aperto M52 non è facile non è facile a causa del cielo luminoso e della sua lontananza da stelle luminose. Gli altri due invece si catturano subito: dopo M103 c’è tempo per un’occhiata a NGC 457 (Ammasso Civetta). Di corsa si deve cercare la piccola Dumpbell (M76). E qui faccio un errore in cui incorro quasi sempre quando cerco tale oggetto: scambio f-Per con f-And e quindi vado completamente fuori strada di …..qualche anno luce. Torno sul percorso, la centro ed ho anche il tempo di confermarla con OIII. Appena in tempo prima che la planetaria scompaia dietro il tetto.
Esauriti questi oggetti più difficili, ora il catalogo Messier è tutto a tiro. Con le Pleiadi belle alte nel cielo di SW, monto il 14 mm /100° Expl. Sci. e le inquadro: che spettacolo! La serata è asciutta, non c’è traccia di umidità e le stelle più forti delle Sette Sorelle mostrano anche un accenno di nebulosità. Nebulosità che trionfa quando inquadro M42/M43 che, essendo passata la buriana, posso osservare con calma e godermela con i filtri OIII e Hb. Nicola vuole provare B33 ma, con la Luna non ancora tramontata (è bassa e ridotta ad una sottile falcetta), non c’è speranza. Dopo le splendide nebulose, qualcosa di meno spettacolare: M78, la nebulosa diffusa in Orione e M1, il residuo di supernova nel Toro. Non poteva inoltre mancare un’occhiata alla Casa nelle Iadi con il 10×50.
La limpidezza del cielo è mostrata anche dal fatto che M35, M47 e M41 son visibili a occhio nudo. Nel telescopio, M35 è un tripudio di stelle e compare nel telescopio con il suo debole compagno NGC 2158 (con il 14mm / 100° ho tutto nello stesso campo a ca. 100 X). La messa agli atti dei tre ammassi aperti dell’Auriga coincide con otto rintocchi del campanile di Orciatico. Anche se c’è Luna (non si vede più ma non è ancora tramontata) monto il 31Nagler e punto la Nebulosa Rosetta: la scaletta ossia l’ammasso aperto NGC 2244, appare circondato da una nebbia che è più forte nella parte bassa dell’oculare. Non ce la faccio a vederla tutta. C’è tempo per un’occhiata alla vicina …cometa ossia alla nebulosa variabile di Hubble (NGC 2261). M47 e M46 con la sua nebulosa planetaria al suo interno (NGC 2432) sono facili dato che, come detto, il primo si vede ad occhio nudo. Sempre con il binocolo vado sul Presepe. Molto bellino, ma le Pleiadi mi piacciono di più.
Fatto questo, siamo alle 20,40 con 24 oggetti. E’ la volta del galaxy hopping dato che il Leone è abbastanza alto da essere esplorabile. Prima di iniziare, mi rovino gli occhi con Giove. Il seeing non è un gran ché ma si riescono a vedere bene le bande scure sul disco e i 4 satelliti galileiani. Quindi mi viene in mente una chicca ed allora il tele vola su t-CMa e sull’ammasso aperto ad essa associato (NGC 2362).
Sono le 21 e inizia il tour delle galassie che va dalla costellazione del Leone, alla Chioma di Berenice e alla Vergine. M95 e M96 sono facili anche se me le ricordavo più luminose, specialmente M96. Da queste, con l’occhio al 20 mm Nagler, passo di stella in stella (grazie Millennium) fino al gruppo di galassie che contiene M105, NGC 3384 e NGC 3389. Dalla pancia alla coda del Leone per catturale il Leo Triplet ossia i due occhi allungati che sono M65 e M66 e la NGC 3628 (Si tratta di una bella galassia che nel 14 mm compare insieme a M66 che appare molto più piccola della precedente. Nucleo ben evidente. Visione stupenda).
A questo punto, sono le 21,15, la Vergine è troppo bassa e allora la tabella di marcia mi dice di andare in un’altra plaga celeste: quella dell’Orsa Maggiore e dei Cani da Caccia. Inizio con la coppia M81-M82 e la vicina NGC 3077. La galassia di Bode presenta alcuni dettagli con un alone abbastanza grande e la vicina M82 mostra la classica seghettatura trasversale dei tempi migliori. Entrambe compaiono nel 20 mm Nagler e sono facilmente localizzabili a partire dal triangolo di stelle s1-s2-r-UMa. Oltre alla vicina NGC 3077, osservo anche altre galassie del circondario: NGC 2985, 3027, 3065, 3066. Mi muovo poi all’interno del „carro” vicino alla stella b-UMa per osservare M108 (Molto bellina. Di forma leggermente allungata con concentrazione di luce centrale. Noto una stellina vicino al nucleo. Mi ricorda un pò M82 anche se più piccola e debole) e poi M97, la nebulosa Gufo che, nonostante tutti gli sforzi, non mostra assolutamente il secondo occhio, nemmeno con il magico cerchietto (OIII). Passando a g-UMa punto la galassia M109 (Nucleo evidente. Percepisco almeno 3 zone più luminose all’interno della nebulosità; si tratta di un oggetto molto grande. La visione distolta mostra una grossa nebulosità) e quindi un poco a W, la debole NGC 3953. E’ quindi la volta del primo errore di Messier ossia la coppia di stelle M40 piuttosto insignificante. Con questo oggetto, si esaurisce il serbatoio di oggetti di Messier dell’UMa ed è l’ora di passare ai Cani da Caccia. Inizio con M106 (Si presenta come una grande galassia piuttosto allungata con un nucleo molto evidente. Un bellissimo alone più tenue tutto attorno alla concentrazione centrale. Bellissima), passo poi a M63 (Si tratta di un bel galassione vicino ad una bella stellina. Ha una forma leggermente allungata con un nucleo pronunciato e luminoso) e quindi su M94 (bella galassia, molto luminosa e con un nucleo molto netto racchiuso in un alone ellittico). Il campanile suona le 22 e…. tutto va bene. Quando sono su M106, il Millennium mi dice che vicino abbiamo due galassie: NGC 4127 sul gruppetto che precede M106 e il bel, piccolo fuso di NGC 3877.
Dalle zone centrali dei CVn mi sposto all’estremo del timone del Gran Carro per osservare M51 che, grazie al suggerimento di S. O’Meara dalle colonne di Sky and Teleskope, trovo facilmente centrando la h-UMa, passando sulla 24-CVn andando sul triangolo di deboli stelle proprio a E della stella. La galassia sta proprio nel mezzo del lato più lontano dalla stella 24-CVn. Con questo suggerimento, Nicola trova facilmente la galassia, tanto più che nel suo cercatore, h-UMa-24-CVn e il triangolo di stelle compaiono insieme nel cercatore.
Da h-UMa passo su Mizar e seguo la via di stelle che porta al campo stellare di M101: come al solito, questo galassione visto di faccia è difficile, ci sono passato sopra un paio di volte prima di vederla con qualche sfilacciamento dell’alone ed il nucleo non ben definito. Secondo il mio elenco ora tocca alla controversa M102. Nonostante tutte le discussioni, io assumo che sia NGC 5866. Nella zona catturo anche la filiforme NGC 5907 ed il cosiddetto Draco Triplet ossia NGC 5985- 5982 e 5981: le prime due facili e la terza molto più difficile.
Concludo gli oggetti dei CVn con lo stupendo M3, il bel globulare che si trova a ca. metà strada fra Arturo e Cor Caroli (Bell’oggetto, si sgrana benissimo fin quasi al centro. La concentrazione di stelle è molto elevata).
Passo poi nella Chioma di Berenice per puntare M53 (Facile e bello. Ben sgranato fino al centro con il 14 mm. Moltissime deboli stelline) ed il difficile, debole NGC 5053. Si tratta di un globulare di classe XII in una scala che va da I a XII in ordine di concentrazione decrescente. Se uno crede di vedere un classico globulare resterà deluso. Occorre innanzitutto un gran cielo e una gran pazienza. Si deve infatti andare sulla debole stella posta a N del tripletto, ingrandire a 200X e andare in giro. Visione distolta, moto del tele; solo così si riesce ad apprezzare qualche stellina immersa in un generale rischiaramento del fondo cielo. Si tratta di un oggetto estremamente timido nel senso che se il cielo non è superbo, lui si rimpiatta!!!
Prima di entrare nei campi di galassie della Chioma/Vergine, Nicola ed io ci accorgiamo che non abbiamo ancora mangiato(!) e allora si mette agli atti M64 (la galassia Occhio Nero, si presenta con una insenatura scura nella parte bassa che la fa assomigliare ad un occhio nero. Ha un nucleo piuttosto grande in bella evidenza) e quindi si va per un pò al calduccio in sala controllo. Infatti, nonostante la temperatura non sia troppo bassa (siamo intorno a 6-7°C) il wind chill è evidente. Si riprende dopo circa 1 oretta quando il Presepe praticamente è allo zenit.
La cattura di M85 (rotondeggiante con un nucleo molto evidente e ben marcato. L’alone che circonda il nucleo è piuttosto grande. Bellina. La galassia di Messier e la vicina NGC 4394 stanno benissimo nel 20 Nagler) e M100 (rotondeggiante ed larga. Con la visione distolta vedo alcuni baffi attorno alla galassia. Nucleo molto evidente con qualche punto di luce. Molto bella) non presenta problemi dato che queste due galassie sono abbastanza isolate da tutte le altre e quindi il loro riconoscimento è facile.
E’ quindi arrivato il momento di entrare nel campo di galassie della pagina 725 del Millennium Star Atlas. Vi entro puntando la 6-Com ed il gruppetto di stelle di vaga forma quadrangolare che mi serve a identificare M98 (dentro al rettangolo. Si vede abbastanza bene come una galassia molto allungata senza nessun dettaglio. Piuttosto debole e anonima. Esistono molti oggetti “non-Messier” molto più belli) e M99 (leggermente a W del rettangolo. Molto interessante. Si percepiscono le disomogeneità dell’alone solo con la visione distolta e moto del tele. Nucleo abbastanza evidente). Torno quindi su M98 e da questa proseguo ad E su M88 (Bellissima, lunga, grosso nucleo con alone in cui riconosco alcuni dettagli se insisto con la visione distolta) e M91 (Ha una luminosità inferiore a M88 ed è molto più rotonda. Mi chiedo però come abbia fatto Messier a vederla!! Oggetto piuttosto debole con un bel punto luminoso al centro che dovrebbe essere il centro della barra. Alone con leggeri dettagli). Torno ancora una volta su M98 e quindi seguendo le stelle vado a SE sul fantastico gruppo di M84-M86-NGC 4435-4438 (Occhi). E’ una visione mozzafiato anche a bassi ingrandimenti (20 mm). Quello che conta è il campo che deve essere piuttosto grande (50’ basta). Abbiamo 5 galassie che partendo da destra dell’oculare sono: M84 (rotondeggiante, nucleo evidente), M86 (come la precedente ma un pò più allungata), NGC 4435/4438 (che invece si presentano come due macchiette allungate ma prive di dettagli) e NGC 4388 (che compare fra M84 e M86). Spostandosi un pò a N e un pò a S dell’allineamento M84-M86, si possono osservare almeno altre tre galassie che, da N verso S sono: NGC 4402, 4387, 4388 e 4425. Fatto questo, …sugli Occhi e quindi sulla Catena di Markarian senza mai togliere l’occhio dal 14mm/100° fino ad arrivare a M58 e i Siamese Twins. Così facendo ho avuto modo di osservare e di riconoscere le galassie seguenti: NGC 4461, 4458, 473, 4477, 4459, 4474, M88, M91, M90, M89 (M90 è proprio di un bel galassione leggermente allungato. Ben visibile anche il nucleo luminoso. Vicino c’è un batuffolino di cotone che percepisco solo con la visione distolta (NGC 4531).; costituisce un vertice del triangolo M89-M90-NGC4531. Sia M89 che M90 stanno nel campo del 20 Nagler e quindi ho il modo di apprezzare quanto sono diverse queste due galassie: una (M89) è un oggetto rotondo con un nucleo ben evidente, mentre l’altra (M90) è un oggetto molto allungato sfumato ai bordi), 4550, 4551, M87, M58 e la coppia di gemelli siamesi 4567 e 4568.
Per essere sicuro di ciò che ho osservato e rifaccio tutto il percorso all’indietro fino a M84 e quindi ancora una volta fino ai gemelli siamesi.
Mi posiziono quindi su M58 (Oggetto rotondeggiante con un nucleo molto evidente. Assomiglia a M89 ma la nebulosità è molto più ampia.) e quindi a E su M59. Si tratta di una bella galassia, rotondeggiante con un nucleo molto evidente Se osservo con il 14 mm/100°, nel campo ho contemporaneamente 4 galassie: M60 con accanto NGC 4647, M59 e NGC 4638. Appena un pò staccata a E abbiamo NGC 4660.
Cambio quindi zona del cielo e vado alla pagina successica (726) del Millennium Star Atlas. Mi posiziono quindi su r-Vir e da questa, via NGC 4608, 4596, 4519, finisco si un rombo abbastanza regolare di stelle sulla cui diagonale minore si trova NGC 4526. Fuori dal rombo, a S del vertice sud del rombo trovo NGC 4570. Con un salto degno di un saltatore olimpionico, vado su M49 (Si presenta come un bel batuffolo con un nucleo molto luminoso. Molto bellina!) e da questa mi dirigo verso M61 (E’ una grande galassia, rotonda. Si presenta come una nebulosità molto estesa con un nucleo molto evidente) via NGC 4339, 4260, 4261 e 4281.
Con questa galassia ho finito il campo di galassie delle pagine 725-726 del Millennium, ed il bottino è salito a 60 Messier e una trentina di NGC. Sono ca. le 0,30.
Tutto a S per scovare M68, il globulare dell’Idra. Anche se un pò basso sull’orizzonte (-23°) ed un pò debole, è pur sempre un bel globulare, facilmente sgranabile anche con il 14 mm. Non ha niente a che vedere con i globulari più blasonati ma è proprio un bell’oggettino. Il tuffo continua a SE alla volta di M83 che raggiungo abbastanza facilmente e metto agli atti. La grossa galassia ha un nucleo ben luminoso. Ha un grandioso alone evanescente allinterno del quale riesco a distinguere delle striature. Quanto detto, indica quanto fosse pulito il cielo anche basso sull’orizzonte. Non dimentichiamoci infatti che la galassiona dell’Idra si trova ad una declinazione di ca -30°). E intanto il campanile di Orciatico suona il tocco.
Verso le 11,30, mentre eravamo…a cena, sono arrivati due ragazzi che si sono intrattenuti con Fabio in sala controllo. Era l’una circa quando i due sono venuti al telescopio e insieme siamo andati in giro per il cielo. Si osserva Giove bello alto: mostra vari dettagli sul disco. Si osserva anche Marte che si trova molto vicino a b1-Sco e infine Saturno con il suo stupendo sistema di anelli.
Intanto il cielo comincia a fare i capricci: ogni tanto si copre completamente e nel giro di 10′ è di nuovo tutto libero!! Segnaccio!
Dal profondo S salgo verso la testa del Serpente per cogliere il bel globulare M5 e quindi con un balzo salto su M13 (e la sua galassina compagna) e M92. Vega è già sorta da tempo e quindi si può catturare l’anello di fumo (o il totanino fritto , al secolo M57) Il Cigno è sempre troppo basso e quindi occorre attendere almeno 1 ora prima di puntare il globulare della Lira M56 e M29, l’ammasso aperto poco a S di g-Cyg.
Poi bisogna attendere il cielo estivo (occorro almeno 2 ore perché gli oggetti salgano abbastanza sull’orizzonte). Ne approfitto per andare in Ofiuco, già abbastanza alto, e scarico i 6 globulari che si trovano in quella plaga celeste: partendo da quello a declinazione più negativa abbiamo: M9, 107, 10, 12 e 14. Poi, dato che la Sagitta è a tiro, centro M27 (anche con OIII) e M71 (il globulare piccolo e poco concentrato fra 9- e g-Sge. Con il binocolo, centro l’ammasso aperto La Gruccia. Insieme a Pleiadi e Presepe, costituiscono le chicche della serata con il binocolo.
Sono le 3 quando centro il curioso ammasso globulare M4 nello Scorpione e quindi M80. E con questo abbiamo quasi concluso dato che verso le 3,45 una fitta nuvolaglia va ad avvolgere tutto l’orizzonte S, qualche grado sotto Antares e non sembra voglia andarsene. Questo significa fine della Maratona dato che a parte qualche oggetto alto estivo, una bella fetta di oggetti sta proprio nel Sagittario ossia nella zona coperta. Verso le 4 chiude anche il cielo allo zenit tanto che sento che i tetti scorrevoli dei telescopi dell’osservatorio cominciano a chiudersi: è Fabio che interrompe le osservazioni. Sono le 4,10 quando, con un colpo di coda, mi si libera il cielo proprio nella zona del doppietto l-i-Aql permettendomi di puntare M11.
Complice il vento, che non è mai diminuito di intensità per tutto il tempo, la stanchezza ma soprattutto le nuvole, si decide di interrompere.
La Maratona di Messier 2016 si conclude quindi con un bottino di 80 oggetti Messier e ca. 50 NGC nel carniere. Poteva andare meglio, ma accontentiamoci.
Unico rimpianto: eravamo solo in due:8ece458c-1958-4f87-b379-ba165252d9ea7453b5b7-07ec-4ce3-ac72-f6dab36bab08ad17dd11-3456-44e6-96ac-6767b2c52d8a63a391df-d153-4264-960b-8341387faf95

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