Venerdì 6 Maggio 2016. Astronomical Centre

Venerdì 6 Maggio 2016. Astronomical Centre
Al solito, meteo piuttosto brutto per il fine settimana e quindi si decide di anticipare al venerdì. In effetti verso le 18 ci sono delle grosse nuvole un pò dappertutto (foto 1 e 2), ma le previsioni sono incoraggianti. Man mano che passa il tempo in effetti il cielo si va sempre più liberando. Ci troviamo quindi all’Astronomical Centre (foto 3) in una decina: Luigi, Antonio e altri astrofili pisani, Roberto e Alberto da Firenze, Nicola ed io (foto 4). A questo gruppone si aggiungono a tarda notte due tedeschi in visita all’AC per prendere accordi circa l’installazione di una cupola da comandare in remoto vicino a quella della AAGG. Ecco quindi un paio di foto del gruppo partecipante alla serata (foto 5-6). Serata che è stata ….teorica nel senso di cielo nero, assenza di vento e di umidità e temperatura gradevole.
Siamo ormai in primavera inoltrata e quindi il cielo scuro si fa attendere per cui si può montare con tutta calma. Stasera abbiamo: Due Skywatcher Maktsutov, uno da 127 ed uno da 102 mm; un bel binocolo, lo Skywalker da 12″ e ben tre Dobson da 16″ di cui uno, quello di Nicola, fresco fresco di alluminatura (Zen, VE).
Nell’attesa che venga buio e gli oggetti deep sky diventino visibili, c’è tempo per una osservazione di Giove e della Grande Macchia Rossa che, nei momenti di calma atmosferica, appare chiaramente come un ovale rinforzato al bordo. E’ in corso il transito di Ganimede, ma nessuno riesce a distinguerlo sul disco del pianeta.
I campi di galassie del Leone, Chioma e Vergine sono lì, proprio davanti a noi e pronti per essere osservati: ho notato che stasera posso scegliere una galassia sul Millennium Star Atlas e avere la soddisfazione di ritrovarla in cielo, magari come nebulosità evanescente ma sempre visibile in uno dei 4 Dobson.
L’affollamento dell’area astrofili è visibile nelle foto 7 e 8. Data la lunga esposizione si vedono telescopi che cambiano posizione, chi si accende un sigaro, persone che si spostano…
Tra una galassia e l’altra c’è spazio per Marte e Saturno che fanno bella mostra di sé nello Scorpione e Ofiuco, rispettivamente. Marte addirittura rivaleggia con la rossa Antares giustificando il nome della stella adello Scorpione. Il nome della stella deriva infatti dal greco che significa rivale di Ares (anti-Ares) o simile ad Ares, probabilmente a causa del colore rossastro simile all’aspetto del pianeta Marte. Marte si presenta come un dischetto che nei momenti di calma atmosferica (rari a dire il vero) mostra una zona allungata più scura (Sirtis Maior?). Saturno si mostra con gli anelli ben aperti e 5 puntolini attorno: di questi, due (a destra nell’oculare) sono Titano ed una stella di Ofiuco, gli altri 3 sono invece Rhea, Dione e Tetis.
Adesso un breve riassunto delle osservazioni. La serata stupenda (per i nostri luoghi) ha permesso di osservare oggetti deboli con una ricchezza di dettagli degni delle occasioni eccezionali. Per questo, la serata è stata un continuo via vai fra i 4 dobson con commenti sui dettagli che si potevano apprezzare sull’oggetto inquadrato. Come esempio, si possono citare: le spirali e varie stelline immerse nella nebulosità di M101; le spirali della galassia NGC 5194 e, a tratti, anche il ponte debole, debole che la unisce alla più piccola NGC 5195 (il tutto costituisce M51); i dettagli del Leo Triplet con particolare riferimento alla galassia NGC 3628 che in genere è sempre più difficilmente visibile delle vicine M65 e M66; i dettagli della galassia Black Eye (M63, vedi Nuovo Orione, maggio 2016, p. 38), ossia l’arco scuro che caratterizza la parte bassa della galassia che si poteva notare senza difficoltà; il trio di galassie M105 / NGC 3371 / NGC 3369 in cui la più debole, di magnitudine 11,8, era visibile sia nel 12″ che nei 16″ senza bisogno di attenzioni particolari (le altre due erano faretti di cui uno leggermente allungato); la stupenda NGC 4565 vista di taglio che, a ca. 100X, si mostrava in tutta la sua lunghezza ad una attenta visione: così facendo, quelle due strisce di luce che si dipartono da un nucleo luminoso, pian piano si allungavano fino a attraversare l’oculare da una parte all’altra. Il globulare dell’Ercole M13 è veramente un oggetto grandioso: sgranato all’inverosimile nel 12″, incredibilmente ricco di dettagli (strisce, gruppetti, triangolini…..di stelle) nei 16″.
E’ stato uno spasso andare a giro nei campi di galassie. Il percorso che ho seguito io (gli altri hanno seguito itinerari diversi) è stato quello della Maratona di Messier del Marzo scorso. Partenza dalla stella 6-Com e osservazione di M98 e M99; un pò a E sulla coppia NGC 4206 / 4216 (Duetto di galassie di cui una – NGC 4216 – molto facile: grande, lunga con alone piuttosto evidente. L’altra galassia – NGC 4206 – è piuttosto debole e piccola, appena staccata dal fondo cielo; leggermente allungata). Quindi su NGC 4267 e sul gruppo M84-M86-The Eyes. Come ho fatto più volte notare, a ca. 100X, in questo punto si ha la capacità di tirare dentro un oculare da 82° o 100° di campo un numero incredibile di galassie tutte ben visibili senza sforzo. Ieri sera, avevamo M84, M86, NGC 4435 e NGC 4438, 4402,4387, 4388, 4425 e 4413. Era così possibile osservare la differenza di forma e di luminosità di queste isole celesti.
Muovendosi a E fino alla fine della catena di Markarian (NGC 4461, 4458, 4473, 4479, 4477) è stato raggiunto nuovamente il confine Chioma/Vergine. Andando avanti con un fantastico galaxy-hopping all’oculare, si arriva su un gruppetto di tre galassie ben visibili (NGC 4459, 4474 e 4468). Ancora un saltino per arrivare su NGC 4501 (M88) ed un altro ancora a E per cogliere M91 e NGC 4571 un pò più a S.
Rientro nella Vergine con NGC 4569 (M90) e punto leggermente a S su NGC 4552 (M89). M90 è proprio un bel galassione un pò allungato; ben visibile anche il nucleo luminoso. Vicino c’è un batuffolino di cotone (NGC 4531) che percepisco con la visione distolta. Costituisce un vertice del triangolo M89-M90-NGC 4531. Sia M89 che M90 stanno nel campo del 20 Nagler e quindi ho il modo di apprezzare quanto sono diverse queste due galassie: una (M89) è un oggetto rotondo con un nucleo ben evidente, mentre l’altra (M90) è un oggetto molto allungato sfumato ai bordi.
Punto poi i due oggetti deboli NGC 4550 e 4551. Un ….piccolo zigzag per raggiungere M58 (NGC 4579) e quindi NGC 4574 e i Siamese Twins ossia NGC 4567-4568 (nel 12″ si vedono bene i due oggettini nebulosi posti quasi a 90° l’uno dall’altro; non mostrano dettagli ma sono ben staccati dal fondo cielo; purtroppo ho dimenticato di suggerire a Nicola di puntarli, peccato). Non poteva quindi mancare l’osservazione del gruppo attorno a NGC 4649 (M60) e 4261 (M59) ossia alle galassie NGC 4606-4607-4638. Un pò staccate abbiamo anche i due oggetti deboli NGC 4762 e 4754.
Un altro campo esplorato è quello a W della zona di delta-epsilon-Vir che parte da NGC 4535 (non è per niente facile da vedere anche se è facile da localizzare; rotonda, senza nucleo evidente ma con una nebulosità piuttosto ampia per cui la luminosità superficiale è bassa) e prosegue su NGC 4526 (bell’oggettino allungato racchiuso fra due stelline, nucleo ed alone molto evidenti, campo stellare molto bellino), M49, NGC 4365. Spostandosi a S di galassia in galassia (alcune al limite sia nel 12″ che nei 16″, altre ben individuabili) si arriva fino a M61 (NGC 4303).
Credo che la ricchezza di galassie di questo campo osservato sia esprimibile attraverso la foto 9 che mostra la zona in oggetto così come viene riportata dal planetario Perseus.
Sino le 4 circa quando Fabio, dalla sala controllo preannuncia l’arrivo di nuvole da Sud. Verissimo, nel giro di circa 30 minuti un pò tutto il cielo, ma principalmente quello a S, perde quella nitidezza che aveva mantenuto fino a quel momento per cui è ora di chiudere….baracca e burattini.

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