Astronomical Centre, Sabato 6/8/2016

La serata osservativa prevista per il venerdì è stata rinviata a causa del maltempo. Anche stasera abbiamo della nuvolaglia sparsa ma le previsioni per la notte e la domenica mattina sono buone.
Arrivo presto e mi metto a riordinare la stanza astrofili dato che presto vi voglio portare il 52 cm. Sono le 21 e siamo in due ai telescopi (Nicola ed io) e due in sala controllo (Fabio e Mauro).
In attesa che faccia buio (di questi tempi è già scuro verso le 21,30), c’è tempo per qualche fotografia dei paesi circostanti all’oculare Nagler da 20 mm applicato allo Skywalker. Riprendo Pomarance, la centrale geotermica del Gabbro presso Larderello, Castelfalfi, la Rocca Sillana. Con il buio, le nuvole spariscono, rimane solo qualche velatura passeggera che però scompare verso le 22,30 lasciando anora una volta una Via Lattea stagliata con i suoi chiaro-scuri da Cassiopea al Sagittario. Saturno, Marte, Antares e le altre stelle delle chele dello Scorpione fanno bella mostra di sé (foto 1).
Sia io che Nicola ci concentriamo sulle costellazioni che tramontano per prime ossia Ofiuco, Scorpione, Sagittario e Scudo. Ogni tanto facciamo una capatina in altre costellazioni per ammirare altre bellezze e fare confronti con precedenti osservazioni.
Io inizio con i globulari M19, NGC 6539 e IC 1276 in Ofiuco/Serpente; ancora tre globulari (M9, NGC 6356 ed il difficile NGC 6342) nell’Ofiuco, poi sulla Little Gem (NGC 6445) e il gobulare NGC 6440 nel Sagittario. Nelle vicinanze è possibile osservare il grande ammasso aperto (anche se un po’ sparso) M23. Da qui passo sulle grandi nebulose del Sagittario ossia Laguna, Trifida, Omega e la Nebulosa Aquila nel Serpente. Il cielo limpido permette una ottima visione di tutte le nebulose. In particolare la nebulosa M17 conferma perfettamente il nome di Omega Nebula assegnatole. Questa nebulosa infatti diventa una Omega sotto un cielo scuro mentre è solo un Cigno sotto un cielo…medio. Solo con un ottimo contrasto derivante dal un filtro OIII ed un cielo nero è possibile osservare infatti tutte le deboli nebulosità che si staccano dal corpo principale della nebulosa e vanno a formare la lettera greca.
La combinazione 40 + OIII è estremamente gratificante. La Laguna mostra una serie di chiaroscuri ed una estensione raramente osservabile. Lo stesso dicasi della Trifida che mostra i…petali anche senza OIII: è però necessario il magico cerchietto per vedere quella parte a N della nebulosa che appare blu nello foto.
E’ poi La volta dello Scudo con una serie di ammassi aperti NGC 6649, 6664, 6683, M26, ed il globulare NGC 6712. Da questi passo su M11, sull’ammasso aperto Basel 1 dalla forma ad anello e ben inquadrato da due stelle. Vicino al globulare NGC 6712 è possibile osservare, utilizzando la tecnica del blinking, la evanescente nebulosa planetaria IC 1296.
E’ questa una zona di nebulose oscure. In effetti, io non avevo mai pensato a cercare questi oggetti nel cielo. Fu Gabriele Vajente a suggerirmi qualche anno fa la loro osservazione durante un’uscita a Collemontanino. In effetti, mi sono accorto che non è difficile scovarle. Ci vuole però un atlante per non sconfinare e confondere un cielo con poche stelle, con un cielo pieno di stelle in parte o totalmente oscurate dalle polveri. Le nebulose oscure vengono classificate secondo la loro opacità. L’opacità di una nebulosa oscura è una misura di quanto la nube può estinguere la luce e quindi di quanto scura può apparire. Il sistema di classificazione usato va da 1 per quelle che meno attenuano la luce stellare (più difficili da individuare) a 6: una nebulosa oscura che ha opacità 6 praticamente appare nera, un buco nel mare di stelle circostanti. L’unica zona in cui è stato possibile osservare qualcosa è quella corrispondente alle nebulose Barnard 110-113 (opacità 6) ad E di -Sct. Altre nebulose oscure facili da osservare sono quelle all’interno della nube stellare M24 nel Sagittario: vi si riconoscono bene Barnard 92 (Opacità 6) e Barnard 93 (Opacità 5). Sono proprio dei buchi scuri nel mare di stelle della nube. Come conferma della varietà di oggetti che si possono trovare in questa plaga celeste, si deve notare che oltre alle zone senza stelle vi sono alcuni gruppetti di astri. Uno dei quali è il piccolo ammasso aperto NGC 6603, riconoscibile grazie alla sua concentrazione stellare rispetto alla zona circostante.
Con la zona di NGC7331, quintetto di Stephan (3 galassie visibili nel 40 di Nicola), M31 e vicine ed M33, si conclude l’osservazione. L’orologio del campanile di Orciatico suona l’una ed è ora di staccare (foto 2) a causa degli impegni del giorno dopo. Alla prossima.

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