Domenica 29 Gennaio 2017, Astronomical Centre

Domenica 29 Gennaio 2017, Astronomical Centre

Carpe diem
Orazio

Dopo un mese di assenza ho obbedito al poeta Orazio e, con Nicola, sono tornato all’osservatorio. Abbiamo approfittato infatti di un….buco di sereno nel brutto tempo che ha caratterizzato la settimana scorsa e che si dice caratterizzerà la settimana a venire.
Alle 16 ci troviamo in osservatorio ed abbiamo così il tempo per montare con tutta calma gli strumenti. Il cielo è sostanzialmente sereno a parte qualche striatura dovuta agli aerei che però svanisce velocemente. Anche alcune nuvole a NW tendono a sparire man mano che il tempo passa.
Sono le 17,30 quando punto la luminosissima Venere: mostra una bella fase anche se l’immagine non è un gran ché a causa del seeing pessimo. Dato che c’è tempo, appoggio la D50 all’oculare da 14 mm (ES) montato sul 12” e faccio qualche scatto. Il miglior risultato è quello riportato più sotto e, come documento, non è poi tanto male. Riprendo anche la coppia Marte / Venere.
Prima che il cielo diventi adatto all’osservazione, c’è anche tempo per qualche fotografia ai telescopi, agli astrofili e allo stupendo cielo di SSE.
L’umidità è molto bassa, non fa freddo e, quando diventa scuro, ci ritroviamo con un cielo delle grandi occasioni. Ormai la Via Lattea invernale è di casa dal Perseo fino al Monoceros e Poppa. Nicola inizia con le galassie in Andromeda, in particolare NGC 891. Io mi dedico all’osservazione di oggetti in Cam, Lyn, Mon e Lep. Una curiosità: dato che la maggior parte della costellazione della Giraffa si trova “sopra” la Polare, i campi del cercatore e degli oculari sono uguali a quelli che vedo sull’atlante dato che esso, come tutte le carte stellari, ha il nord in alto.
Inizio con la Kemble’s Cascade, ossia quel lungo filare di 25-30 stelle di magnitudine compresa fra 5 e 6 che si conclude con quel gioiellino che è l’ammasso aperto NGC 1502. Un altro gioiello in zona è Stock 23 al secolo il Pazmino’s Cluster. E’ molto bellino, ricco e facile da trovare. Usando l’11 Nagler (ca. 110X) il cluster appare come un gruppo di stelle piuttosto forti con due curiosi filari di stelle: uno assomiglia ad una lettera “V” ed uno ad una lettera “S” molto allungata e schiacciata. Aprendo la vista con il 31 Nagler sembra che il cluster sia fatto di 4 componenti, 3 costituite da gruppi di stelle ed un vertice invece occupato da una bella stellina giallognola.
Dato che sono vicino, sconfino in Cassiopea per andare alla ricerca della debole planetaria IC 289. La nebulosa si vede abbastanza bene. E’ necessario il solito OIII per staccarla dal fondo del cielo. Appare come nebulosità bluastra, rotonda, senza dettagli stagliata in un campo stellare stupendo. Il fatto che sia visibile, sebbene a malapena, senza l’ausilio del filtro OIII, la dice lunga della qualità del cielo di questo momento. E’ poi la volta della molto più facile planetaria NGC 1501: un faro, ben visibile anche in visione diretta senza l’ausilio di filtri. Quando monto l’OIII, mi sembra di percepire delle disomogeneità all’inteno della pallina evanescente osservando a ca. 200X. Passo quindi alle galassie NGC 2403 (Nel campo dell’11 Nagler ci sono due stelle avvolte dalla nebulosità della galassia e poi altre due che invece sono un pò fuori. Percepisco un nucleo un pò allungato ed una leggerissima nebulosità) e NGC 2655 (facile, ben staccata dal fondo cielo. Ellittica con un bel nucleo sottile ed un alone ben visibile).
Tra gli oggetti della Lyn scelgo NGC 2683 (un bel galassione allungato; non mostra un nucleo evidente ma guardando con attenzione riesco a percepire un maggiore luminosità al centro) e NGC 2782 (bell’oggettino rotondeggiante con condensazione centrale, non difficile. Abbastanza staccato dal fondo cielo. Campo stellare non troppo ricco) e l’Intergalactic Wanderer ossia NGC 2419, il lontanissimo ammasso globulare. Si tratta di un oggetto diffuso, disperso nel niente dato che il campo stellare è piuttosto povero. Solo vicino al globulare ci sono due stelline che ravvivano l’immagine e facilitano l’individuazione dell’oggetto.
Per quanto riguarda la costellazione di Sirio, c’è l’imbarazzo della scelta e, seguendo anche il consiglio di Sky & Telescope, inizio l’osservazione dalla fantastica -CMa e dall’ammasso che la ingloba ossia NGC 2362. L’ammasso è stupendo, fatto di stelle molto forti con la -CMa al centro. La nebulosità dovuta a questa stella fa si che, insieme alla visione grandangolare dovuta all’11 Nagler, si abbia una visione tridimensionale ossia sembra di vedere un pozzo con la stella forte sul fondo. Passo poi agli ammassi aperti M41 (Molto bello, molto ricco, un piacere per gli occhi! Tantissime stelle di tutti i colori e dimensioni), NGC 2204 (Si tratta di un oggetto molto bellino. E’ formato da tantissime stelle sia deboli che forti. E’ molto ricco e compatto tanto che mi ricorda un globulare piuttosto largo, direi un classe XI), NGC 2354 (E’ piuttosto sparso, è composto da molte stelle di cui però solo poche non sono deboli; non vi riconosco nessuna forma definita; non molto entusiasmante data la grande quantità di oggetti stupendi presenti in questa plaga celeste) e NGC 2360 (E’ veramente molto bello: ci sono tantissime stelle, tutte deboli ma veramente tante. Non riesco a definirne la forma. Molto raggruppato. Si tratta di quegli ammassi aperti che sembrano dei globulari piuttosto sparsi).
Mi sposto poi sotto Orione per il globulare M79 (E’ ben compatto e viene facilmente sgranato con l’11 Nagler. Con il 7,7 mm Swarowski arrivo quasi al centro. Il campo è bellino, peccato questo globulare si trovi così basso sull’orizzonte.) e la galassia NGC 1964 (Con l’11 Nagler la galassia si vede bene in visione distolta. Appare proprio come un fuso ben allungato all’incirca in direzione NE-SW).
Con il Monoceros al meridiano o quasi, insieme a Nicola ci dedichiamo all’osservazione della Nebulosa Rosetta. Nel 16” si percepisce qualcosa anche senza l’OIII (niente nel mio). La cosa diventa visibile in entrambi montando il magico cerchietto anche se la parte a N rimane sempre molto più evidente del resto del cerchio della nebulosa. In ogni caso, come spesso succede in questi casi, il filtro nebulare penalizza l’osservazione generale, dato che blocca la luce proveniente dalla scaletta di stelle (l’ammasso aperto NGC 2244) posto proprio al centro della grande nebulosa. Non dimentichiamoci che è proprio grazie alla luce emessa da questa associazione stellare se noi possiamo vedere la nebulosa che, nelle foto, appare di un bellissimo colore rosso.
Incredibile: sono quasi le 21,30 quando decidiamo di mettere qualcosa sotto i denti e, per far questo, scendiamo giù in sala controllo dove Fabio sta trafficando con i vari computer di controllo dei telescopi.
Quando torniamo su è la volta della costellazione del Monoceros,. Sebbene abbastanza incognita perché priva di stelle luminose e del tutto in secondo piano rispetto alle grandi costellazioni che la circondano (Ori, CMa, Gem), è attraversata da un tratto debole ma esteso del piano della Via Lattea: si tratta pertanto di una zona ricca di stelle di fondo e oggetti non stellari. Per questo motivo, vale la pena di cercare ed osservare una schiera di ammassi aperti di tutte le dimensioni e ricchezze. Ecco gli oggetti raccolti in serata. NGC 2185, una nebulosa a riflessione. Dato che ci sono molte di queste piccole nebulose nelle vicinanze, trovo dapprima la NGC 2183 + NGC 2185 (entrambe nel 20 mm) e poi ancora per 20’ a W sulla NGC 2182, non difficile da vedere, abbastanza staccata dal fondo cielo. Abbiamo poi: NGC 2215 (stupendo gruppo di stelle deboli piuttosto raggruppato. Sul Millennium Star Atlas sono rappresentate solo 2 stelle, il che significa che la maggior parte delle stelle ha m > 11), NGC 2232 (molto bello, almeno 10 stelle molto forti con una serie di piccole stelline che completano l’immagine), NGC 2251 (l’ammasso è molto bellino, allungato in direzione NW-SE. Nell’11 Nagler mi ricorda una falena dato che l’abbondanza di stelle deboli crea una nebulosità che assomiglia alla forma (triangolare) che hanno le ali chiuse di quella farfalla notturna. Con il 20 si apprezza solo la fila di stelle. Lo posso anche definire Japan Cluster dato che la sua forma leggermente incurvata mi ricorda la disposizione delle isole dell’arcipelago giapponese), NGC 2264 (Christmas Tree Cluster; si merita proprio il nome che gli è stato dato. Ci sono stelle forti e deboli ai lati, una stella più forte alla sommità e quasi nessuna stella all’interno dell’abete. Si deve usare il 20 Nagler. Purtroppo il nostro cielo non è tale da permetterci la visione delle nebulose che si trovano in questa zona, fra cui la nebulosa Cono. Peccato!), NGC 2286 (ammasso aperto molto bellino. Piuttosto raggruppato e ben risolto in stelle. Campo ricco di stelle forti), NGC 2301 (Grandioso gruppo di stelle in un campo molto bello. Ci sono molte stelle piuttosto forti disposte lungo l’asse N-S. Moltissime stelline raggruppate tutto attorno), NGC 2311 (molto bellino, facile da trovare grazie alle tre stelle poste in direzione E-W. Necessita di almeno 200X dato che è fatto di stelle piuttosto deboli ma è interessante dato che è piuttosto raggruppato.), NGC 2324 (Stupendo gruppo di stelle deboli piuttosto raggruppato: si vede molto bene nell’11 Nagler. Ci sono varie stelline più forti all’interno della nebbietta dovuta alle stelline deboli. Sotto questo gruppo c’è un insieme di stelle più forti che mi ricorda una piccola “Gruccia”.), NGC 2335 (si tratta di un bel gruppetto di stelle immerso in un gran numero di deboli stelline. E’ vicino a NGC 2343 e come lui immerso in una nebulosità – Palomar Digital Sky Survey – che non vedo), NGC 2343 (si tratta di un discreto ammasso fatto di varie stelle sia deboli che forti: nell’11 Nagler si riconoscono anche altri 2 ammassi aperti che sono Collinder 465 e Collinder 466, che però sono molto più deboli del precedente e meno ricchi di stelle. Peccato non si riesca a percepire la nebulosità entro la quale sono avvolti), NGC 2353 (si tratta di un bell’oggetto compatto situato in un campo molto ricco di stelle, anche forti).
Sono le 22,30 quando un bellissimo bolide solca il cielo. Stavo guardando la zona di cielo fra CMi e Ori quando una scia luminosa, bianca, non persistente, è apparsa poco a N di Procione ed ha solcato il cielo per svanire con un fortissimo lampo poco sotto la stella -Ori (Saiph) ossia il piede sinistro del cacciatore. Poco prima del lampo, la parte superiore della scia è diventata prima gialla e poi rossa. Che il lampo sia stato forte è dimostrato dal fatto che Nicola, che il quel momento stava con l’occhio al telescopio, ha pensato che avessi acceso una luce!
Man mano che il tempo passa però ci accorgiamo che qualche cosa va cambiando. Verso le 23-23,30, mi accorgo che ho difficoltà a trovare la Nebulosa variabile di Hubble (NGC 2261), un oggetto facile. Vado allora su un…..oggetto di riferimento (in questo caso M42) e la vedo sbiadita. Controllo e vedo che il secondario è leggermente appannato. Provo a spannarlo con il phon ma anche l’oculare è leggermente appannato e le stelle sono diventate nebulose. Nicola ha qualche goccia di acqua sul primario (!!) probabilmente derivante dalla condensa sulla cella del secondario. E’ ora di staccare…e anche velocemente. In effetti il cielo ha perso quella cristallinità che aveva qualche ora fa.
Si interrompe quindi….per impraticabilità del campo. Tornando a casa, noto che la temperatura di 5° dell’osservatorio diventa 0° dal Villaggio S. Giovanni a Forcoli per risalire a +2° a Pontedera dove è tutto coperto.

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