Astronomical Centre 29/4/2017

Astronomical Centre 29/4/2017

Bella giornata, meteo favorevole per la sera, notte e domenica mattina. Alle 18,30 sono all’osservatorio e vi trovo Werner (Mehl, da Nürnberg) e Rheinhold (da Brno) che stanno mettendo su o mettendo a punto i propri osservatori. Alle 19 arriva Nicola che, sebbene sofferente ad un ginocchio, non poteva perdere una scorribanda nella Chioma e nella Vergine.

Aspettando il buio, una falcetta di Luna e una bella luce cinerea e gli astrofili

In prima serata, quando ancora c’è troppa luce per il deep sky, punto Giove ed è uno spettacolo. Tre lune (Callisto, Ganimede ed Europa) si trovano ad una certa distanza dal disco mentre una (Io) è vicinissima. Non basta: sulla fascia equatoriale N del pianeta si percepisce un puntolino che va e viene. Si tratta dell’ombra di Io sul disco. fantastico come è netto il puntolino nei momenti di calma atmosferica. Nella pagina successiva, le immagini del fenomeno raccolte direttamente all’oculare (160 X, Nagler 11) e, di seguito per confronto, la situazione vista attraverso il programma Galileo.

Alle 20,45 il puntolino era sparito ed appare evidente l’allontanamento di IO dal bordo del disco.

Verso le 22:30 il cielo è scuro abbastanza ed è superbo:piuttosto scuro, non un filo di umidità, piuttosto freddo (meno male ho portato la tuta da sci). La prova di questa affermazione sta nella qualità delle immagini all’oculare: M51 è stampata con dettagli delle spirali della galassia grande ed il ponte che unisce le due componenti in netta evidenza (in visione distolta, ovviamente); M3 nei CVn tiene perfettamente i 360X, tutte le stelline al centro sono perfettamente separate: peccato il telescopio non abbia il moto orario perché a 360 x l’oggetto si muove molto velocemente nel campo dell’oculare.

Mentre Nicola si sta godendo le galassie della Chioma, approfitto del bel cielo e della UMa quali allo zenit per puntare M101. La galassia è un pò sempre una delusione ma stasera lascia intravedere a ca100 e 160X qualche dettaglio delle spirali. In effetti, col passare dei secondi, l’occhio comincia a vedere qualche dettaglio, specialmente se muovo l’occhio come se mi fossi dato il collirio e/o anche leggermente il telescopio. La nebulosità pian piano si allarga nel campo dell’oculare e si riesce a percepire qualche disomogeneità in quella nebbietta.

Anche se la posizione del cercatore mi costringe alle peggiori contorsioni, non è facile muovere il telescopio quando questo punta allo zenit e devo salire sul primo gradino della scaletta, non posso fare a meno di scandagliare il cielo in questa zona a causa del numero di galassie presenti.

In questa plaga celeste ho modo di osservare una ventina di galassie fra cui sette che non avevo mai visto. C’è voluta la combinazione Nadirus 16″ ed il cielo di stasera per aggiungere qualche galassia al mio elenco di più di 2000 oggetti registrati in più di 20 anni di peregrinazioni sotto le stelle.

Una volta esaurita questa zona, sono passato alla Chioma e sono partito dalla 17-Com ossia dal doppietto presente in Melotte 111, il grande ammasso della Chioma. Dopo NGC 4494 sono passato sulla NGC 4565 e qui lo spettacolo è stato grandioso. Un fuso che ha preso tutto l’11 Nagler con un bel nucleo evidente e due baffi che vi allontanavano per sparire solo quando finiva l’oculare. Stupenda anche nell’Explorer da 100° e 14 mm di focale.

Fatto questo sono andato sulla 6-Com e da qui sono entrato nei campi di galassie della Chioma riuscendo a staccare dal fondo cielo altre due galassie che non avevo mai visto

Qui di seguito ho riunito i numeri di catalogo (M e NGC) degli oggetti osservati

Fra questi, alla fine della serata osservativa (erano ca. le 3), si trovano M13, M57 che ho puntato a 360x Che spettacolo fantastico il globulare e che grosso …..totanino fritto la planetaria della Lira!!!. Nonostante il cielo e i grossi ingrandimenti, non sono riuscito a vedere la stellina centrale di cui tutti gli astrofili osservatori parlano.

Di seguito riporto le impressioni all’oculare delle nuove galassie osservate.

Chioma di Berenice

NGC 4555: brillante, rotonda, bordi diffusi; presenta un nucleo piccolo, brillante di aspetto stellare.

NGC 4556: fa parte, assieme a NGC 4558, 4563 e IC 3561 di un piccolo gruppo — è un ovale allungato da E a W , appena più brillante all’interno; c’è una stellina situata a una 30-ina di secondi verso S.

Orsa Maggiore

NGC 5216: presenta un piccolo nucleo abbastanza luminoso e un tenuissimo alone attorno. Appena staccata dal fondo cielo.

NGC 5218: relativamente brillante, allungata da E a W. Non difficile, staccata dal fondo cielo.

NGC 5379: difficile, piuttosto debole e di luminosità uniforme, in visione distolta appare allungata da NE a SW

NGC 5402: molto allungata da N a S, con nucleo abbastanza visibile: c’è una stellina a 1′ verso S

NGC 5405: è una piccola chiazza molto debole e di aspetto un po’ confuso;, appena staccata dal fondo cielo. Ci sono passato sopra diverse volte prima di vederla quasi per caso.

NGC 5475: molto allungata da N a S: presenta un alone diffuso abbastanza contrastato e un nucleo stellare.

NGC 5484: debolissima e molto piccola, appena staccata dal fondo cielo.E’ situata poco a NW di NGC 5485.

NGC 5486: molto debole e molto poco staccata dal fondo cielo. Quando mi apparemi sembra un pò allungata.

Durante un momento di riposo, uno scatto al luogo di osservazione con l’obbiettivo puntato verso le costellazioni dello Scorpione e dell’Ofiuco.

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