ASTRONOMICAL CENTRE, sabato 17/6/2017

ASTRONOMICAL CENTRE, sabato 17/6/2017

Settimana di gran caldo. Giornata di afa terribile. Sulla via per Orciatico, sono passato dal Teatro del Silenzio ed ho percorso la strada che dal Teatro porta all’imbocco della diramazione per Volterra della Sarzanese. La temperatura è 37°C, il sole alto, il cielo blu, la strada bianca di polvere e il grano maturo: qualcosa di innaturale!

Quando arrivo all’AC il termometro della macchina segna 34°C, ma non c’è umidità e un bel venticello leggero da NE. Dò un pò d’aria alla stanza astrofili e monto Nadirus.

Piano piano comincia ad arrivare gente: si tratta di persone interessate alla visita all’osservatorio, di un gruppo di fotografi del Photo Experience Club di Pisa che desiderano fare foto alla volta celeste e di alcuni astrofili. Tra questi ultimi una vecchia conoscenza: Yuri Romoli, compagno di svariate osservazioni insieme a Alessandro Cavallini alla Sughera e a Collemontanino. Dopo poco arrivano Antonio e Andrea Giuntini. Viene così montato il 40 della AAGG.

Quando è ancora giorno, con il pubblico che circonda Nadirus, fra cui un bambino molto, molto bravo, diamo un’occhiata a Giove che però non mostra nessun fenomeno particolarmente evidente: “solo” i 4 satelliti galileiani di cui 2 molto ravvicinati fra loro. ll seeing non è male, quando viene buio smorzo la luce con un filtro Wratten 80A e Giove assume una colorazione bluastra molto più contrastata. Si vede proprio bene.

Appena possibile, punto Saturno che, con il cielo scuro e quasi al meridiano, mostra il meglio di sé con quattro satelliti ben visibili di cui tre (Rhea, Teti e Dione) allineati sulla destra del pianeta e Titano, più lontano, dalla parte opposta. Gli anelli sono molto aperti e, a circa 200x, un occhio un pò allenato può distinguere abbastanza bene la Divisione di Cassini. Ancora una volta, quando uno mette l’occhio all’oculare e vede Saturno per la prima volta, non può trattenere un’esclamazione di stupore.

Data l’affluenza all’AC, il tempo da dedicare alla ricerca seria di oggetti deboli è limitata a quando i visitatori sono intrattenuti da Fabio nella parte bassa dell’osservatorio, per la chiaccherata sul cielo e le sue costellazioni/curiosità, e dopo l’una quando la maggior parte dei visitatori è andata via.

Con Antonio, ci mettiamo a cercare due ammassi globulari di classe XII. Si tratta di NGC 5466 nei CVn e 5053 nella Com. Non sono troppo difficili da trovare ma sono molto difficili da vedere, forse complice anche la velatura che ogni tanto sembra scomparire ma che lascia sempre qualcosa indietro. Varie volte passiamo sopra i due oggetti senza vederli. Alla fine però saltano fuori due gruppetti rotondeggianti di stelline deboli deboli, appena staccate dal fondo cielo.

Ecco cosa scrivevo io circa 15 anni fa, osservando da Libbiano di Peccioli con un 12,5”:

NGC 5466, ammasso globulare classe XII
Globulare piuttosto disperso. Se il cielo non è veramente buono, in zona non c’è niente. In condizioni ottimali invece con il 14mm (UWA, Meade, 100 X) compare una nebulosità che si evidenzia con il movimento del tele. A 200x si percepisce qualche deboler stellina. Campo stellare discreto.
NGC 5053, ammasso globulare classe XII
Appena si mette l’occhio all’oculare non si vede!!!!!. Se uno crede di vedere un classico globulare resterà deluso. Occorre innanzitutto un gran cielo e una gran pazienza. Si deve infatti andare sulla debole stella posta a N del tripletto, ingrandire a 200X e andare in giro. Visione distolta, moto del tele; solo così si riesce ad apprezzare qualche stellina immersa in un locale rischiaramento del fondo cielo.
Si tratta di un oggetto estremamente timido nel senso che se il cielo non è superbo, lui si rimpiatta!!!
Il campo appare vuoto nel 22 e presenta un leggero accenno con il 14 mm.
28/5/2011, Rifugio Isera (Orecchiella) con 52 cm. Si percepisce qualche stellina nella zona cercata.

Quindi passo in rassegna, per la prima volta con il Nadirus, le nebulose del Prato dei Miracoli. Un’occhiata fugace anche al Velo del Cigno. Sebbene sia tutto quanto da osservare nuovamente con la calma necessaria e con un cielo veramente limpido e stabile, ciò che ho visto con questa visitina mordi e fuggi, lascia presagire grandi osservazioni.

Sono circa le 2 quando Fabio urla: “La Luna!!”. Ed in effetti una puntina della falce di Luna di un colore incredibilmente rosso, fa capolino dalle colline a N di Volterra. Faccio il più velocemente possibile e raccolgo qualche immagine della Luna che va salendo tra la nuvolaglia bassa e pian piano assumendo la sua forma “definitiva” di falce calante.

La serata osservativa si conclude con questa foto della Luna.

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